Questa intervista in realtà è una chiacchierata moltiplicata per due, anzi al quadrato: due cuori, cinque figli (due gemelli!). E oltre un milione di follower raggiunti con i loro due profili sui social media: Tik Tok e Instagram totalizzando in coppia oltre 29 milioni di views al mese. Loro si chiamano Gabriele (in arte Lello Bello) sul suo profilo di Tik Tok si definisce "Creatore di bambini" e Rebecca, 63 anni in tutto quasi divisi a metà. Cinque figli che rampano nel giardino di una casa romana in un caldo pomeriggio che anticipa la primavera, un caos rutialnte e creativo di suoni e movimento. Rebecca invece ha scolpito sulla sua pagina di Tik Tok questa perla: stanca ma iconica. Se mi cerchi sono in modalità sopravvivenza. Sul tavolo della cucina ci sono un paio di consolle per videogames ignorate dai bambini, la televisione è spenta.
Cominciamo dall’inizio: Rebecca, quando vi siete conosciuti?
“Nel 2017 ci siamo incontrati casualmente, mia sorella era fidanzata con con il migliore amico di Gabriele soprannominato Lello Bello la storia è cominciata lì, poi… sono arrivati cinque gioielli come li definisco io: Regina, Roberto (Bebbo), Manolo, Manuel e Penelope”.

E la vostra attività sui social invece (questo lo chiedo a Gabriele perché Rebecca sta sorvegliando il tentativo di arrampicata di uno dei gemelli su un albero) è stata programmata, come è cresciuta nel tempo?
“Ho sempre avuto profili sui social, ma mi venivano chiusi spesso. I filtri dei social sono molto severi e io conoscevo le regole in maniera approssimativa probabilmente, all’inizio non avevo individuato un’area tematica precisa. Nel 2022 abbiamo deciso di filmare solo scene di vita familiare. Il primo video che ci ha fatto fare il botto era un po’ trash: interagivo scherzosamente con Bebbo, sembrava una scenetta dei film con Bombolo anni settanta ma con quello ricordo che il mio profilo è cresciuto di 10/15mila follower al giorno”.
Quanto tempo vi ruba questa la produzione dei contenuti sui social, scrivete una scaletta prima?
“Assolutamente no. È tutto legato all’improvvisazione, procediamo senza un palinsesto e senza montaggio o filtri. Spesso sono i bambini a chiederci di fare un video, ma attenzione: non tutto quello che giriamo viene pubblicato, vogliono rivederlo. Parlottano fra di loro poi ci danno il via libera. Ma passano anche giorni nei quali non hanno tempo e nemmeno voglia ma comunque con sei figli c’è sempre qualcosa da raccontare, un imprevisto, quello che è accaduto a scuola, al supermercato, al bar”.
Come sei, io ne conto cinque di bambini… mi sfugge qualcosa?
“Io ho una figlia da una precedente relazione, Kristal che ha quattordici anni. Per questo sul mio profilo ho scritto: CREO BAMBINI!”.
Veniamo alla parte economica, questa attività è il vostro lavoro? Vi porta delle entrate economiche?
“Assolutamente no, perché come quasi tutti sanno Instagram e Tik Tok non monetizzano e su Facebook e Youtube che invece pagano abbiamo dei numeri relativamente bassi. Infatti Lello Bello continua a svolgere l’attività di mediatore nel campo dell’edilizia e poi tutti e due insieme facciamo la mamma e il papà a tempo pieno senza mai risparmiarci”.
Vi fermano per strada, vi riconoscono?
“Sì, sopratutto Lello crea quasi problemi di ordine pubblico: al bar spesso si forma la fila di giovanissimi che vogliono farsi il selfie. La settimana scorsa in Abbruzzo in una birreria non volevano farmi più farmi uscire letteralmente. Noi proviamo ad essere gentili con tutti ma sempre preservando la privacy dei bambini che per noi è sacra è intoccabile”.

Ma vi scrivono anche messaggi, cosa chiedono a Gabriele e a Rebecca rispettivamente?
“A Rebecca scrivono tantissime donne, soprattutto ragazze chiedendo consigli sulla gestione dei bambini e della quotidianità familiare, ragazze incinta che hanno dubbi e perplessità, neomadri impanicate. Le espongono le loro paure, quelle che una volta si chiamavano confidenze tra donne e che continuano a esistere. Si fidano perché vedono che siamo una famiglia unita, coesa. Affrontiamo i problemi con spirito e determinazione”.
Il vostro rapporto con gli hater, anche voi avrete odiatori più o meno seriali, cosa vi scrivono?
“Io mi attacco spesso spesso con altre donne -ridacchia Rebecca- soprattutto perché gli rispondo per le rime ma rimanendo sempre nel merito però e senza insulti. Qualcuno fa delle critiche più strutturate perché pensa che il nostro sia un business, ma come può vedere abbiamo due telefoni e ura ringlight, due microfoni che non usiamo mai, niente palle rotanti o effetti speciali insomma. Il nostro punto di forza è la genuinità. Siamo rimasti e rimarremo identici anche se i guadagni cominciassero ad arrivare in maniera continuativa”.
Ecco veniamo alla domanda delle cento pistole, se questa attività vi portasse un flusso di cassa notevole cosa fareste con questi soldi?
“Abbiamo delle idee, un progetto da sviluppare. Innanzitutto cambiare casa, anche perché alcuni follower ci vengono a suonare al videocitofono per fare una foto o un video! La nostra idea che stiamo accarezzando da tempo è quella di aprire uno spazio in partnership con il Comune, per esempio, dove collocare un bar del quale ci potremmo occupare dal punto di vista gestionale con spazi multifunzionali per togliere i ragazzi svantaggiati delle periferie dai muretti, un luogo da attrezzare con un angolo per i creator digitali ma anche dove discutere e confrontarsi in maniera civile”.