Vittorio Sgarbi è stato assolto con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. A renderlo noto è lo stesso Sgarbi con una dichiarazione pubblicata su Facebook.
“So quello che ho fatto, e grazie all’opera dei miei difensori, il professor Alfonso Furgiuele e il mio storico avvocato Gianpaolo Cicconi, il giudice ha capito e giudicato in maniera opportuna”, scrive. L’ex sottosegretario precisa che l’assoluzione non è intervenuta per “insufficienza di prove”, formula che definisce superata da oltre quarant’anni perché incompatibile con il principio costituzionale della non colpevolezza, ma con la formula piena che esclude la rilevanza penale del fatto.
Nel post Sgarbi fa riferimento anche alla copertura mediatica della vicenda, citando “innumerevoli articoli” de Il Fatto Quotidiano, diverse puntate di Report condotto da Sigfrido Ranucci e una decina di trasmissioni di Lo stato delle cose di Massimo Giletti. “Una esagerazione, direi, anche nell’esercizio del sacrosanto diritto di cronaca”, afferma.
Sgarbi riconosce che la vicenda ha influito sul suo umore, ma precisa di non essere interessato a rivalse. Nella parte conclusiva del messaggio fa riferimento anche a una dimensione personale, sostenendo di non aver voluto l’esposizione mediatica e di voler essere “solo lasciato in pace”.
Con la sentenza di assoluzione, il procedimento si chiude sul piano penale.