Il lavoro non cambia soltanto nei luoghi in cui viene svolto, ma anche nelle responsabilità, nella fiducia e nella capacità delle organizzazioni di misurare i risultati. Da questa riflessione è partito l’incontro “Il lavoro di oggi e di domani”, ospitato questa mattina al Campidoglio, nell’aula Laudato Sì, dedicato all’evoluzione del lavoro e al ruolo dello smart working nei sistemi produttivi contemporanei.
Al centro del dibattito il manager delle risorse umane Giuseppe Conte, autore del volume In difesa dello smart working, che ha affrontato il tema del lavoro agile oltre la fase emergenziale della pandemia. Il confronto ha toccato diversi aspetti: dalla produttività alla qualità dei servizi, fino alle responsabilità manageriali e al nuovo equilibrio tra vita privata e attività professionale.
Secondo Conte, lo smart working non può essere ridotto a una semplice modalità operativa, ma deve inserirsi in un modello organizzativo più ampio. Un sistema in cui competenze, formazione e capacità di adattamento diventano centrali.
“Dobbiamo pensare a un modello in cui istruzione e investimento sulle competenze siano fondamentali – ha spiegato – perché le tecniche cambiano e i lavori cambiano, ma ciò che resta è la nostra capacità di imparare, leggere i contesti e governare la tecnologia”.
All’incontro hanno partecipato anche Marinella Perrini, esperta di Media Relations, e i consiglieri dell’Assemblea Capitolina Maurizio Politi e Fabrizio Santori. L’introduzione e la moderazione sono state curate dal giornalista Salvatore Santangelo.
Dal confronto è emersa la necessità di superare visioni polarizzate sul lavoro agile: non una soluzione miracolosa, ma neppure la causa dei problemi organizzativi. Piuttosto uno strumento che richiede obiettivi chiari, processi verificabili e una cultura della fiducia accompagnata da sistemi di valutazione adeguati.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’impatto dello smart working sui servizi pubblici e sul rapporto con cittadini e utenti, tema sempre più centrale nel dibattito sull’innovazione della pubblica amministrazione.
L’iniziativa, promossa con il contributo di L’Aquila Rinasce e Amore e Coraggio in collaborazione con la casa editrice Castelvecchi, ha rappresentato un momento di riflessione sul lavoro contemporaneo e sulle scelte organizzative necessarie per governarne l’evoluzione.