”I social sono il campo di battaglia”: il dietro le quinte della strategia digitale di Fratelli d’Italia

Alberto Di Benedetto racconta il metodo FdI: "Niente stanze segrete. Solo monitoraggio continuo, contenuti rapidi e strategia”

”I social sono il campo di battaglia”: il dietro le quinte della strategia digitale di Fratelli d’Italia

La politica contemporanea si combatte sempre più sugli schermi degli smartphone. Like, meme, ironia, crisi mediatiche e algoritmi sono diventati strumenti centrali nella costruzione del consenso. Nel libro "La battaglia social. I segreti della comunicazione digitale di Fratelli d’Italia", Alberto Di Benedetto, insieme a Marina Improta, entra nel dietro le quinte della comunicazione politica online, analizzando strategie, errori e dinamiche che trasformano un post in un messaggio capace di incidere nel dibattito pubblico. Il volume racconta il lavoro quotidiano di chi gestisce la comunicazione digitale dei partiti, mostrando come non si tratti di formule segrete ma di un processo continuo fatto di monitoraggio, creatività e tempismo. Ne abbiamo parlato con lui.

Nel libro raccontate il “dietro le quinte” della comunicazione digitale politica. Qual è il più grande equivoco che il pubblico ha su come nascono davvero i contenuti politici sui social?

"Il più grande equivoco è pensare che dietro i social ci siano stanze segrete o strategie occulte. In realtà dietro i post di Fratelli d’Italia, come di tutti i partiti, ci sono semplicemente delle persone. Non esistono stanze segrete, c’è piuttosto un monitoraggio continuo dell’attività parlamentare, dei profili dei partiti avversari e anche delle trasmissioni politiche.

Noi lavoriamo principalmente all’interno di un gruppo WhatsApp e lì condividiamo tutti quei contenuti che riteniamo utili per difendere il partito, sostenere le politiche del governo e Giorgia Meloni. Da quel confronto prendiamo le idee e le affidiamo ai grafici e ai videomaker che sviluppano il contenuto, che sia una grafica o un video. I video sono quelli che performano di più sui social."

Oggi la politica sembra vivere in una campagna permanente online. Quanto contano davvero i social nella costruzione del consenso rispetto ai media tradizionali?

"È vero che con la comunicazione politica si è perennemente in campagna elettorale, ma perché sui social ciò che funziona di più è la contrapposizione. Noi in questi anni abbiamo inventato il “pronostico smentito della sinistra”. Quando arrivavano dichiarazioni negative, per esempio che con il governo Meloni sarebbe aumentata la disoccupazione, prendevamo quella frase e sotto mettevamo invece i dati reali e i risultati positivi.

Attraverso questa contrapposizione riusciamo a lanciare il messaggio che le politiche del governo funzionano e che spesso l’opposizione profetizza disastri che poi non avvengono.

Oggi i social occupano un ruolo fondamentale sia nella vita delle persone sia nella vita politica dei partiti, perché sono anche un canale di informazione. Permettono di commentare in maniera immediata ciò che accade nel mondo, mentre la carta stampata arriva inevitabilmente dopo.

Un esempio è stato il referendum sulla cittadinanza promosso dal Campo Largo. Quando abbiamo capito che il quorum non sarebbe stato raggiunto abbiamo pubblicato una grafica con i volti dei leader dell’opposizione e la scritta “Avete perso”. Quel contenuto è stato letto in diretta da Enrico Mentana ed è diventato di fatto la prima reazione ufficiale di Fratelli d’Italia."

Nel vostro lavoro emergono anche i temi dell’ironia, del linguaggio e dell’intelligenza artificiale. Nei prossimi anni cosa cambierà di più nella comunicazione politica digitale?

"All’interno dei canali social di Fratelli d’Italia e di Atreju abbiamo utilizzato e sperimentato molto l’ironia. Si è sempre pensato che fosse una prerogativa della sinistra, ma non è così. L’ironia è presente in molti post, ma va maneggiata con attenzione: deve essere tagliente e irriverente senza mai scadere nell’offesa personale. È un punto su cui teniamo molto, perché la comunicazione politica non deve diventare denigrazione dell’avversario sul piano fisico o personale.

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, possiamo dire che è entrata a gamba tesa nel nostro lavoro. Non puoi ignorarla, puoi solo governarla. I nostri grafici e videomaker la usano per migliorare una grafica o renderla più efficace sui social, ma non per alterare le notizie.

Molti mi chiedono se un giorno potrà sostituire il mio lavoro. Io rispondo sempre che non affiderei mai le password di Instagram di Fratelli d’Italia all’intelligenza artificiale. Per funzionare ha comunque bisogno della mente umana: senza il fattore umano produrrebbe soltanto danni."

In un ecosistema mediatico sempre più veloce e affollato, la comunicazione politica sembra essersi spostata definitivamente sul terreno digitale. Non più solo conferenze stampa o interviste televisive, ma post, grafiche e video capaci di intervenire nel dibattito pubblico nel giro di pochi minuti. Il racconto di Alberto Di Benedetto restituisce proprio questa dimensione: una politica che osserva, reagisce e costruisce narrazioni quasi in tempo reale. Con una consapevolezza ormai chiara a tutti i partiti: oggi, una parte decisiva della battaglia del consenso si gioca dentro lo schermo di uno smartphone.

"La battaglia social. I segreti della comunicazione digitale di Fratelli d'Italia"
Alberto Di Benedetto e Marina Improta.
Historica Edizioni.