Il nuovo sondaggio realizzato da Youtrend per Sky TG24 conferma un quadro politico complessivamente stabile nei rapporti di forza tra i principali partiti, ma evidenzia movimenti significativi nelle aree intermedie e, soprattutto, una crescente competizione interna al centrodestra.

Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 28,6 per cento, pur registrando una lieve flessione di 0,3 punti rispetto alla precedente rilevazione. Il Partito Democratico si attesta al 21,5 per cento, in crescita di 0,3 punti, consolidando la seconda posizione e riducendo marginalmente il distacco. Il Movimento 5 Stelle è all’11,7 per cento, in lieve calo di 0,1, mantenendo comunque una posizione stabile sopra la soglia del 10 per cento.
Nel centrodestra il dato più rilevante riguarda la dinamica tra Lega e Futuro Nazionale. Il partito guidato da Matteo Salvini si colloca al 6,1 per cento, con un arretramento di 0,1 punti, mentre Futuro Nazionale sale al 4,3 per cento con un incremento di 0,3. Il divario tra le due forze scende così sotto i due punti, segnalando una pressione crescente nell’area sovranista e un riequilibrio interno che, pur senza alterare la leadership complessiva della coalizione, modifica i rapporti relativi tra gli alleati.
Forza Italia si attesta al 9,1 per cento, con una flessione di 0,4 punti, la più marcata tra i partiti dell’area di governo. Sommando le forze della destra e centrodestra presenti nella rilevazione, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Futuro Nazionale e Noi Moderati, il blocco supera il 49 per cento delle intenzioni di voto, ma con una distribuzione interna più frammentata rispetto al recente passato.
Nel campo progressista, Alleanza Verdi Sinistra cresce al 7,2 per cento (+0,2), mentre tra le forze centriste si registra un rimescolamento: Azione sale al 4,3 per cento (+0,4), Italia Viva scende all’1,9 (-0,3) e +Europa all’1,6 (-0,3). Si tratta di variazioni contenute, ma indicative di una competizione interna all’area liberal-riformista.
Resta elevata la quota di indecisi e astenuti, pari al 35,7 per cento. Un dato strutturale che continua a rappresentare la principale variabile del sistema: oltre un terzo dell’elettorato non esprime un orientamento definito, lasciando aperti margini di volatilità che potrebbero incidere in modo significativo sugli equilibri complessivi.
Nel complesso, il sondaggio non segnala cambiamenti radicali nella gerarchia dei partiti, ma evidenzia un sistema in movimento sotto la superficie della stabilità, con tensioni competitive crescenti tra le forze medie e un progressivo riassetto nei rapporti interni al centrodestra.