Stallo Mercosur: perché il Parlamento europeo ha momentaneamente bloccato la ratifica dell’accordo

Parlamento UE frena l’accordo UE-Mercosur: dubbi giuridici e ambientali, stop alla ratifica rapida in attesa del parere della Corte.

Stallo Mercosur: perché il Parlamento europeo ha momentaneamente bloccato la ratifica dell’accordo

Con una risoluzione approvata il 20 gennaio dal Parlamento europeo con uno scarto di soli dieci voti, l’attuazione rapida dell’accordo UE-Mercosur firmato il 17 gennaio in Paraguay è stata momentaneamente bloccata, a causa di una serie di perplessità manifestate dagli eurodeputati in ultima battuta.


Prima di tutto, è bene ricordare di cosa si sta parlando: con “accordo UE-Mercosur”, innanzitutto, si intende l’insieme di due accordi distinti: l’Interim Trade Agreement (ITA), la cui competenza sulle negoziazioni pertiene alla Commissione europea su mandato del Consiglio europeo, e il EU-Mercosur Partnership Agreement (Empa), che richiede invece la ratifica da parte di tutti i parlamenti nazionali dei paesi membri. Di fatto, l’ITA sarà in vigore finché non si arriverà alla ratifica dell’Empa, per essere poi sostanzialmente inglobato da quest’ultimo.

Dettagli dell'accordo


L’accordo UE-Mercosur nel suo insieme prevede il graduale superamento del 90% degli attuali dazi nel commercio bilaterale e la protezione di 344 denominazioni geografiche protette dei paesi UE nei paesi del Mercosur, con un ritorno stimato in un aumento del 50% dell’export agroalimentare dall’UE verso il Mercosur stesso.
A richiedere la massima cautela nella ratifica dell’Empa sono una serie di fattori, non esclusivamente commerciali: in ballo ci sono investimenti finanziari, trasporti, appalti pubblici, sviluppo, vincoli ambientali, energia e materie prime critiche. Di fatto, l’Empa trascende il commercio per entrare nell’orbita della geopolitica vera e propria.


La risoluzione del Parlamento europeo è stata categorica e chiara nell’indicazione delle numerose perplessità sorte durante un processo di approvazione che sembrava già scritto, poiché proprio aspettandosi una ratifica rapida la Commissione europea aveva rinunciato di avvalersi del potere d’attuazione anticipata. Nello specifico, i punti contestati sono i seguenti:


la competenza sull’approvazione del Mercosur non può prevedere la sola ratifica del Parlamento europeo e l’approvazione finale del Consiglio senza passare dai parlamenti dei singoli stati membri;

  • il complesso “meccanismo di riequilibrio” (Non-violation Complaint Mechanism), che prevede il ricorso ad un panel di arbitrato indipendente qualora una delle due parti sia danneggiata da una o più misure adottate dalla controparte, con la possibilità di sospendere alcune concessioni o richiedere compensazioni per gli effetti negativi comprovati sui propri scambi commerciali. Ad essere contestata, nello specifico, è l’incompatibilità con gli articoli 11, 168, 169 e 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e con gli articoli 35, 37 e 38 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, minacciando inoltre la capacità dell'UE di mantenere l'autonomia del suo ordinamento giuridico (inserendo di fatto, ndr, un’autorità terza come ente regolatore di ultima istanza). Il rischio più grande è che i Paesi del Mercosur possano utilizzare questo meccanismo per esercitare pressioni sull’Unione Europea affinché si astenga dal legiferare o disporre misure relativamente alla protezione del clima, dell’ambiente e della sicurezza alimentare;
  • il capitolo 18 dell’ITA, che limiterebbe i princìpi dell’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea: il punto 2 dell’articolo 18.10 dell’ITA indica le circostanze in cui si applica il principio di precauzione (quando “sussiste il rischio di un grave degrado ambientale o per la sicurezza e la salute sul lavoro”), una definizione ritenuta troppo stringente e causa di inevitabili ricadute sui livelli della protezione della salute, dei consumatori e dell’ambiente dell’UE;
  • la suddivisione dell'accordo UE-Mercosur in EMPA e ITA potrebbe presentare delle incompatibilità con l'articolo 218 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, nonché con i princìpi di attribuzione, di equilibrio istituzionale e di leale cooperazione sanciti dall'articolo 4 e dall'articolo 13 del Trattato sull’Unione Europea;

Con questa risoluzione, il Parlamento europeo si è affidato al parere della Corte di giustizia ai sensi dell’articolo 218 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, con il ruolo di chiarire i dubbi sollevati dal Parlamento europeo in un senso o nell’altro. Fino a quel momento, ogni discorso sull’approvazione rapida del trattato UE-Mercosur è da considerarsi rimandato a data da destinarsi.


È bene notare, tuttavia, che in un clima di incertezza geopolitica e protezionismo americano, sempre più schieramenti stiano virando sul sì definitivo all’accordo. Fratelli d’Italia, ad esempio, ha recentemente espresso tramite una propria delegazione una posizione favorevole, dopo aver ricevuto garanzie su fondi per agricoltori europei, salvaguardie sui prezzi relativi all’import e reciprocità degli standard produttivi.


L’Unione Europea intera è consapevole che la risposta alle chiusure commerciali provenienti dagli Stati Uniti passa dal rafforzamento delle vecchie rotte commerciali e dall’apertura di nuove, che ammortizzino il peso dei dazi americani e diano all’Unione una nuova prospettiva commerciale. Non è da tralasciare, però, il fatto che molti dei paesi sudamericani, Mercosur e non, si siano recentemente avvicinati alla sfera d’influenza dei BRICS+, con la sola Argentina ad essere rimasta un satellite stabile di Washington. Un’approvazione definitiva dell’accordo UE-Mercosur, di fatto, sancirebbe la prima sfida diretta europea all’egemonia americana sul piano delle rotte strategiche atlantiche, iniziando dal commercio per poi arrivare, forse un giorno, chissà dove.