PRIMA
E siamo dinanzi ad una nuova stagione dello sport da noi più amato...si comincera con la prima corsa importante, le Strade Bianche, la classica meno antica ma non per questo meno affascinante del panorama ciclistico. La domanda è una, chi può fermare Pogacar?
Questa domanda non riguarda solo la classica di oggi ma più in generale tutte le corse più importanti Strade bianche, la più moderna delle classiche, su un tracciato che invece evoca il ciclismo più antico. Mi piace e ci tengo a sottolineare che è una classica che si è auto auto affermata nascendo dalla passione dei ciclo amatori e dei ciclo turisti per queste strade sterrate su di un tracciato che, appunto, ricordava i tempi eroici del ciclismo e per questo originariamente battezzata L'EROICA con il nome di uno sponsor davanti.
Ora che il romantico nome è rimasto soltanto nella versione non competitiva, la gara ribattezzata Strade Bianche è la corsa che in un ventennio ha scalato ogni classifica di gradimento e prestigio issandosi appena al di sotto delle classiche monumento che ricordiamo sono: Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi Roubaix, Liegi-Bastogne- Liegi, Lombardia.
Se si scorre l'albo d'oro troviamo tutti vincitori di grande spessore, dalla prima edizione vinta dal talentuoso russo Kolobnev agli ultimi anni di dominio di Pogacar, forse l'unico nome sconosciuto ai più è quello dello svedese Lofkvist che comunque con il secondo posto della stagione successiva ha sicuramente legittimato il risultato. Per quanto riguarda gli italiani ottime prestazioni di Ballan e di Cunego nelle prime edizioni e la perla di Moreno Moser in quella che, molto probabilmente, anche per quest'anno rimarrà l'unica affermazione nostrana nella corsa Senese.
DOPO
Che dire? Non mi sento un mago ad aver scritto l'articolo di stamane, era prevedibile il risultato, era prevedibile l'assolo e persino il tratto dove avrebbe attaccato, Monte Sante Marie sterrato che si percorre quando all'arrivo mancano poco meno di 90 km...
Questa è la normalità oggi di questo campione straordinario che fa cose che fino ad un lustro fa erano ritenute impossibili, le imprese d'altri tempi venivano chiamate e magari riuscivano a qualche nome, spesso di secondo piano, in giornate di particolare grazia e spesso coadiuvate da scellerate scelte di direttori sportivi o particolare apatia del gruppo.. invece oggi è assolutamente la normalità anche se in realtà non lo è per niente, siamo alla presenza di un campione straordinario che fa cose straordinarie, gestito in maniera straordinaria, che parla e si comporta in maniera straordinaria in gara e fuori.
Raccontare la corsa è imbarazzante, quando Pogacar è andato via la sensazione è stata che la storia fosse chiusa e cosi è stato anche se proprio quello che é successo dietro ci fa alimentare speranze di un futuro radioso perlomeno sulla sponda transalpina perchè quello che ha fatto Seixas negli ultimi venti chilometri è semplicemente straordinario.
Dopo aver staccato il resto del gruppetto inseguitore portandosi a ruota Del Toro e aver inutilmente chiesto un cambio al messicano compagno di squadra di Pogacar, ha tirato forte in pianura per garantirsi il podio e nel momento in cui dopo la porta di Fonteblanda tutti si aspettavano la resa ha forzato ulteriormente sul drittone di Santa Caterina guadagnando anche sul fantastico sloveno conquistando una piazza d'onore che sa di consacrazione se pensiamo che il francese ha soltanto diciannove anni. Considerando l'età dei due giovani ci aspettano anni di grande spettacolo.
Unica nota dolente: nessun italiano nell avanguardia della corsa, miglior piazzato il buon Vendrame sedicesimo a 4'52" Appuntamento fra due settimane alla Milano-Sanremo, la Classicissima e, cosa ghiotta, una delle poche che manca al fenomenale Tadej.