Strage Crans-Montana, Jessica Moretti è libera ma deve restare in Svizzera

Il Tribunale ha revocato gli arresti domiciliari di Jessica Maric Moretti, sostituendoli con misure meno coercitive: divieto di lasciare la Svizzera, firma quotidiana in polizia e cauzione.

Strage Crans-Montana, Jessica Moretti è libera ma deve restare in Svizzera

il Tribunale delle misure coercitive del Cantone del Vallese ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per Jessica Moretti, in detenzione dal 9 gennaio scorso. La decisione segna il passaggio a misure sostitutive meno coercitive, in linea con il principio di proporzionalità del diritto penale svizzero.

Presidi di controllo per prevenire la fuga

Per mitigare il rischio di fuga segnalato dai magistrati, sono stati attivati diversi presidi di controllo a tutela del procedimento. Tra questi, l’imputata è soggetta a un divieto tassativo di lasciare il territorio svizzero, con obbligo di deposito di tutti i documenti d’identità e di soggiorno presso il Ministero Pubblico. Inoltre, è previsto un monitoraggio fisico mediante la firma giornaliera presso un posto di polizia locale. Infine, per garantire ulteriormente l’osservanza delle misure, è stato stabilito l’obbligo di versamento di una cauzione, il cui importo sarà determinato a seguito di un’istruttoria approfondita sulla capacità patrimoniale dell’imputata.

I principi fondamentali del diritto svizzero

La decisione del Tribunale riflette una rigorosa applicazione della ratio giuridica elvetica, che il management legale deve tenere sempre in considerazione. In primo luogo, la presunzione di innocenza costituisce un pilastro fondamentale fino alla pronuncia di sentenza definitiva. Inoltre, la carcerazione preventiva è considerata un’ultima ratio, applicabile solo qualora le misure alternative risultino insufficienti a garantire lo svolgimento regolare dell’istruttoria. Infine, il principio di proporzionalità impone che, qualora una misura meno restrittiva consenta di perseguire lo stesso obiettivo, prevenire l’inquinamento delle prove o il rischio di fuga, essa debba essere preferita, in coerenza con l’ordinamento svizzero.

Il rilascio e le implicazioni procedurali

Il rilascio di Jessica Moretti non comporta un’attenuazione della posizione accusatoria, ma rappresenta una misura volta a stabilizzare la gestione procedurale del caso. Per gli stakeholder coinvolti nella complessa vicenda legata alla Strage di Crans-Montana, rimangono centrali diversi aspetti. In primo luogo, l’analisi delle garanzie costituisce il prossimo snodo finanziario rilevante, con la definizione della cauzione che sarà determinante. In secondo luogo, l’istruttoria continua senza interruzioni: il Ministero Pubblico prosegue gli accertamenti con la Moretti a piede libero, ma sotto un rigoroso regime di sorveglianza. Infine, il passaggio alla libertà vigilata richiede una gestione attenta della comunicazione, al fine di preservare la reputazione aziendale e personale durante lo svolgimento del processo.