Supercalcolo e algoritmi: nasce l’asse Gerusalemme-Baku

Israele e Azerbaigian firmano intesa sull’IA: supercalcolo, ricerca congiunta e capitale umano al centro della nuova alleanza strategica.

Supercalcolo e algoritmi: nasce l’asse Gerusalemme-Baku

Gerusalemme segna un nuovo snodo geopolitico-tecnologico. Israele e Azerbaigian hanno firmato un memorandum d’intesa sull’intelligenza artificiale presso l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, formalizzando una partnership destinata a rafforzare il peso di entrambi i Paesi nell’ecosistema globale dell’IA.

L’accordo non è meramente simbolico: punta a costruire cooperazione strutturale su quattro pilastri chiave. Il primo riguarda le infrastrutture di supercalcolo, considerate essenziali per lo sviluppo di modelli avanzati di IA e per l’elaborazione di grandi moli di dati. Il secondo ambito è l’applicazione dell’IA in settori civili strategici, tra cui energia, sanità, trasporti, sicurezza delle infrastrutture e amministrazione pubblica.

Il terzo asse della collaborazione è lo sviluppo del capitale umano: programmi congiunti di formazione, scambi tra università e centri di ricerca, e iniziative per trattenere e attrarre talenti nel campo dell’IA. Il quarto riguarda la ricerca scientifica condivisa, con progetti binazionali su algoritmi, sicurezza informatica, data governance e sistemi intelligenti.

Durante la cerimonia, Netanyahu ha rimarcato la centralità dell’intelligenza artificiale per la competizione tra Stati: “L’IA non è solo lo strumento del futuro, è lo strumento del presente che corre verso il domani”. Un messaggio che va oltre la tecnologia e tocca la strategia industriale e militare: chi controlla l’IA controlla parte del potere globale.

Il premier israeliano ha definito l’intesa “un ulteriore passo nel rafforzamento delle relazioni con Baku”, in un quadro di cooperazione già intenso su energia, difesa e innovazione. Per l’Azerbaigian, la partnership rappresenta un acceleratore di modernizzazione digitale; per Israele, un modo per consolidare la propria leadership tecnologica e ampliare alleanze chiave fuori dall’Europa occidentale.