Svizzera, referendum per limitare la popolazione a 10 milioni: il governo avverte “rischi per economia e rapporti con l’Ue”

Gli stranieri sono oltre il 27% della popolazione: il dato alimenta il dibattito politico.

Svizzera, referendum per limitare la popolazione a 10 milioni: il governo avverte “rischi per economia e rapporti con l’Ue”

La Svizzera si prepara a un nuovo referendum che potrebbe incidere profondamente sulla politica migratoria e sui rapporti con l’Unione Europea. Il governo federale ha invitato gli elettori a respingere l’iniziativa popolare sostenuta dalla destra dell’Unione Democratica di Centro (UDC), che propone di limitare la popolazione residente a un massimo di dieci milioni di persone entro il 2050.
Secondo quanto riportato da Reuters, la proposta sarà sottoposta al voto il prossimo 14 giugno e arriva in un momento delicato per la Confederazione, impegnata in negoziati per rafforzare la cooperazione con Bruxelles e garantire l’accesso al mercato europeo.

Il piano promosso dall’UDC prevede che la popolazione residente permanente non possa superare la soglia dei dieci milioni. Qualora questo limite rischiasse di essere superato, la Svizzera dovrebbe anche abbandonare l’accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Unione Europea, uno dei pilastri dei rapporti bilaterali tra Berna e Bruxelles.

I promotori dell’iniziativa sostengono che l’immigrazione abbia raggiunto livelli eccessivi e stia generando conseguenze dirette sulla vita quotidiana dei cittadini. Secondo i sostenitori, l’arrivo di nuovi residenti contribuirebbe alla carenza di alloggi, all’aumento degli affitti e a una crescente pressione sulle infrastrutture pubbliche, dai trasporti ai servizi sociali.

L’Unione Democratica di Centro, oggi il partito più forte nel panorama politico svizzero, da anni critica una maggiore integrazione con l’Unione Europea, considerandola una minaccia alla sovranità nazionale e un peso per l’economia del Paese. I dati ufficiali indicano che nel 2024 i cittadini stranieri rappresentavano oltre il 27% della popolazione svizzera, una delle percentuali più alte in Europa occidentale.

Il governo federale e un ampio fronte istituzionale hanno però espresso forte contrarietà alla proposta. Il ministro della Giustizia Beat Jans, intervenendo insieme ai rappresentanti dei governi cantonali, dei sindacati e delle organizzazioni datoriali, ha avvertito che la misura rischierebbe di avere effetti pesanti sul mercato del lavoro e sul sistema produttivo.
Secondo l’esecutivo, una limitazione rigida della popolazione e l’eventuale uscita dall’accordo sulla libera circolazione potrebbero compromettere non solo l’economia ma anche diversi ambiti di cooperazione internazionale. Tra questi, ha sottolineato il governo, figurano anche la collaborazione in materia di sicurezza e di gestione dei flussi migratori con gli altri Paesi europei.

In una fase geopolitica già segnata da forti tensioni, l’esecutivo svizzero invita quindi gli elettori a valutare con cautela le conseguenze della proposta. Come ha sottolineato lo stesso governo, in tempi “incerti come quelli attuali, questa iniziativa rischia di creare ulteriore incertezza”.