Nuove polemiche sulla gestione della Tari nella Capitale. A intervenire è Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che punta il dito contro Ama parlando di “emissioni anomale” e di agevolazioni non riconosciute ai contribuenti aventi diritto.
Secondo quanto dichiarato dall’esponente leghista, sarebbero stati inviati avvisi di pagamento anche a cittadini che avrebbero diritto all’esenzione totale in base all’Isee, oltre che a utenti che hanno presentato regolarmente entro il 31 gennaio la conferma del compostaggio domestico senza vedersi applicare la riduzione prevista.
“Si chiedono soldi a chi potrebbe essere esente - afferma Santori - si costringono i cittadini a pagare importi maggiori per poi avviare procedure di autotutela tra pec, conguagli e rimborsi. Una burocrazia infinita, una macchina del disastro che calpesta le famiglie, spesso già in condizioni di fragilità economica”.
Nel mirino del capogruppo della Lega anche l’invio di 1,6 milioni di bollette, che sarebbe avvenuto senza un corretto incrocio preventivo delle agevolazioni spettanti. Santori chiede che le riduzioni vengano riconosciute automaticamente, evitando ai cittadini ulteriori adempimenti e procedure per ottenere quanto dovuto.
L’esponente dell’opposizione sottolinea inoltre che la Tari a Roma resta tra le più alte d’Italia, denunciando al tempo stesso una gestione ritenuta inadeguata del servizio rifiuti: “Roma non può permettersi una gestione così approssimativa di un tributo fondamentale, mentre la città continua a convivere con degrado e disservizi”.
Sul piano politico, Santori annuncia di aver presentato un’interrogazione urgente per chiarire responsabilità, costi e procedure adottate da Ama. “I cittadini non sono bancomat e i servizi sono dovuti. Chi non è capace di fare il proprio lavoro deve dimettersi”, conclude.