Il portavoce dell’Organizzazione per l'Energia Atomica dell'Iran, Behrouz Kamalvandi, ha dichiarato che qualsiasi attacco contro infrastrutture nucleari costituisce un crimine di guerra secondo il diritto internazionale. Le affermazioni, riportate dall’emittente Al Mayadeen, arrivano in un contesto di rinnovate tensioni sulla sicurezza dei siti nucleari iraniani.
Kamalvandi ha sottolineato che colpire strutture impegnate in attività sotto garanzie internazionali rappresenta, a suo dire, una “chiara violazione del diritto internazionale”, ribadendo la posizione di Teheran sulla protezione delle installazioni civili sensibili. Il portavoce ha inoltre indicato in particolare il reattore ad acqua pesante del complesso nucleare di Complesso nucleare di Arak come esempio di infrastruttura che, se attaccata, configurerebbe un crimine di guerra.
Nel corso delle dichiarazioni, Kamalvandi ha annunciato l’intenzione dell’Iran di intraprendere azioni legali contro i responsabili di eventuali attacchi. “Teheran perseguirà la responsabilità degli aggressori a livello internazionale”, ha affermato, lasciando intendere un possibile sviluppo della questione sul piano diplomatico e giudiziario.
Il portavoce ha poi evidenziato che, nonostante eventuali operazioni militari contro le infrastrutture, le competenze scientifiche del Paese non sarebbero compromesse. “Non è possibile distruggere le conoscenze nucleari autoctone dell’Iran”, ha dichiarato, rimarcando la continuità delle capacità tecniche nazionali.