Termovalorizzatore di Santa Palomba, indagine sui terreni: Corte dei Conti ipotizza danno erariale da 3,5 milioni

Accertamenti sui costi dell’area per l’impianto rifiuti di Roma: sotto esame l’acquisto dei terreni e possibili perdite per le casse pubbliche.

Termovalorizzatore di Santa Palomba, indagine sui terreni: Corte dei Conti ipotizza danno erariale da 3,5 milioni
immagine ripresa da www.comune.roma.it

Un’ombra si allunga sul progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba, uno degli interventi chiave per la gestione dei rifiuti della Capitale. La Procura regionale della Corte dei Conti ha avviato un’indagine sull’acquisto dei terreni destinati all’impianto, ipotizzando un possibile danno erariale di circa 3,5 milioni di euro.

Al centro dell’inchiesta, il prezzo pagato per l’area su cui dovrebbe sorgere il termovalorizzatore, fortemente voluto dall’amministrazione capitolina per chiudere il ciclo dei rifiuti. Secondo gli accertamenti, il terreno sarebbe stato acquistato per oltre 7 milioni di euro, a fronte di una valutazione iniziale di circa 4 milioni, ritenuta congrua anche da fonti istituzionali come l’Agenzia del Demanio.

Il nodo dei terreni: valore raddoppiato

L’operazione immobiliare, conclusa da AMA, è ora sotto la lente dei magistrati contabili. La ricostruzione evidenzia un incremento significativo del valore nel giro di pochi mesi, senza motivazioni ritenute sufficientemente solide.

In particolare, dopo un primo accordo tra privati intorno ai 4 milioni di euro, una successiva perizia commissionata avrebbe portato il valore a oltre 7,4 milioni, cifra poi effettivamente pagata. Una differenza che, secondo gli inquirenti, potrebbe configurare un esborso fuori mercato e quindi un danno per le casse pubbliche.

A rafforzare i sospetti contribuisce anche un pagamento aggiuntivo di circa 1,3 milioni di euro tra le società coinvolte nella compravendita, ritenuto dagli investigatori non dovuto e funzionale ad aumentare artificialmente il prezzo finale del terreno.

Quattordici indagati e verifiche in corso

La Procura contabile ha notificato inviti a fornire chiarimenti a 14 soggetti, tra cui ex vertici di AMA, componenti del consiglio di amministrazione e tecnici coinvolti nelle valutazioni. L’ipotesi è che vi siano state omissioni o negligenze nei controlli che avrebbero dovuto verificare la congruità del prezzo.

Secondo i magistrati, gli elementi per accertare un valore inferiore del terreno sarebbero stati facilmente accessibili, anche attraverso verifiche nei registri immobiliari.