Tutti contro Matteo Salvini in quadrupla veste: orfano furioso del Generale Vannacci, sponsor del Decreto Sicurezza, demiurgo del “Piano casa” e, infine, vice premier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture.
Otto e Mezzo di Lilli Gruber si trasforma nel consueto “patibolo” by Lilli Gruber, con la spalla formidabile di Massimo Giannini, editorialista di Repubblica e ormai tv star di La7. Toni morbidi all'inizio con Salvini in “spolvero televisivo”, con carte e numeri, ma quando la Gruber punta sul trasporto ferroviario, portando la mano verso la leva della forca, il ministro ha un sussulto: i dati della Gruber (fonte Trenitalia) non coincidono con quello del ministro e il match si sposta sulla politica.
La Gruber e Giannini parlano di ritardi mostruosi, invitando Salvini a “approfittare delle telecamere per chiedere ufficialmente scusa”, ma il ministro ha un sussulto politico: “Siete voi comunisti ad essere sfortunati, prendete sempre treni che arrivano in ritardi”. E i numeri snocciolati su cantgieri e treni in circolazione, finisce coperto dalla bagarre sui “treni dei politici”.