La Guardia di Finanza di Salò ha recentemente smantellato un’articolata organizzazione criminale, con base nella provincia di Brescia, responsabile di una maxi truffa da quasi 3 milioni di euro ai danni di persone fragili. Il sistema era basato su un inganno tanto semplice quanto efficace: alcuni operatori porta a porta convincevano le vittime ad acquistare rilevatori di gas, sostenendo falsamente che l’installazione fosse obbligatoria per legge. Una volta ottenuto il consenso, i truffatori utilizzavano un POS portatile per il pagamento, digitando però cifre molto più alte rispetto a quelle concordate nella documentazione firmata dai clienti.
L’indagine ha portato all’arresto del vertice dell’organizzazione e ha svelato una struttura complessa composta da ben 49 persone, capace di operare in 7 diverse regioni italiane, dal Piemonte alla Toscana. Per pulire il denaro sporco e farne perdere le tracce, il gruppo utilizzava nove imprese fittizie intestate a prestanome, attraverso le quali il denaro veniva fatto transitare su vari conti correnti per poi essere prelevato o trasferito all’estero. Grazie a un’attenta analisi dei flussi bancari, i finanzieri sono riusciti a ricostruire oltre 200 episodi di truffa e a sequestrare complessivamente circa 2,8 milioni di euro di profitti illeciti, oltre a ulteriori somme derivanti dalle attività di riciclaggio. L’intervento, iniziato già con alcune perquisizioni nel gennaio 2025, ha permesso di porre fine a un fenomeno criminale vastissimo che colpiva sistematicamente le fasce più deboli della popolazione.