La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha votato per bloccare i dazi minacciati da Trump al Canada, con 219 sì e 211 no, grazie anche a sei repubblicani che si sono uniti ai democratici, segnando una chiara resistenza interna contro il protezionismo del presidente, come riporta l’ANSA. Trump aveva minacciato tariffe del 100% su tutti i beni canadesi se Ottawa avesse siglato un accordo commerciale con la Cina, definendo il Canada un “porto franco” per le merci cinesi.
Il voto mette in evidenza le tensioni tra Canada e Stati Uniti, due economie strettamente legate: nel 2025 il mercato Usa ha assorbito oltre 300 miliardi di dollari di esportazioni canadesi. Sebbene la risoluzione sia simbolica, (l’abrogazione definitiva dei dazi richiederebbe l’approvazione presidenziale o una maggioranza più ampia in entrambe le Camere) segnala un crescente malcontento interno negli Usa verso l’uso unilaterale dei dazi.
Il premier canadese Mark Carney ha difeso l’accordo commerciale Cina-Canada, sottolineando la necessità di diversificare i partner commerciali di Ottawa in un contesto di incertezza sui rapporti con Washington. La mossa del Congresso Usa rappresenta un avvertimento a Trump e rafforza la strategia canadese di aprirsi a nuovi mercati in Europa e Asia, preservando però i legami storici con gli Stati Uniti, come riferisce l’ANSA.