Trump non si regola e dà della scimmia a Obama

Trump ha condiviso su Truth Social un video complottista sui presunti brogli del 2020. La clip, con immagini razziste degli Obama, ha provocato dure reazioni democratiche e riaperto il dibattito su disinformazione, IA e video manipolati.

Trump non si regola e dà della scimmia a Obama

Donald Trump ha condiviso sul suo social network Truth Social un video di circa un minuto legato alle teorie cospirazioniste sui presunti brogli delle elezioni presidenziali del 2020. La clip, già circolata in ambienti complottisti, è stata rilanciata direttamente dall’ex presidente, dando nuova visibilità a un contenuto altamente controverso.

La rappresentazione degli Obama come scimmie

Negli ultimi secondi del video compaiono immagini in cui l’ex presidente Barack Obama e l’ex first lady Michelle Obama vengono raffigurati come scimmie. Sebbene la sequenza sia molto breve, il messaggio è apparso immediatamente offensivo e carico di implicazioni razziste, soprattutto per la lunga storia di stereotipi discriminatori associati a questo tipo di rappresentazioni.


Il legame con le teorie sui brogli elettorali

Il video si inserisce nel filone della disinformazione sulle elezioni del 2020, riproponendo accuse infondate di frode elettorale e attacchi già smentiti contro società coinvolte nel voto, come Dominion. Si tratta di temi che Trump continua a rilanciare a distanza di anni dalla sconfitta elettorale.


La dura reazione del fronte democratico

La pubblicazione del video ha suscitato una forte reazione da parte di esponenti democratici e commentatori politici. Molti hanno definito il gesto apertamente razzista e inaccettabile, accusando Trump di alimentare odio e divisioni per fini politici.


Il ruolo dell’intelligenza artificiale e dei video manipolati

Il caso ha riacceso il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale e delle tecniche di manipolazione digitale in politica. La diffusione di video alterati o generati artificialmente solleva interrogativi sulla capacità di riconoscere contenuti falsi e sul rischio di una crescente radicalizzazione attraverso i social media.