Il Presidente Donald Trump ha annunciato tramite Truth Social l’intenzione di imporre un tetto massimo del 10% sui tassi di interesse delle carte di credito per la durata di un anno. La misura è programmata per entrare in vigore il 20 gennaio 2026, in coincidenza con il primo anniversario della sua seconda amministrazione.
Una strategia di “affordability” per riconquistare il consenso
L’iniziativa si colloca all’interno di una più ampia strategia di affordability (accessibilità economica), pensata per rafforzare il consenso elettorale in vista delle elezioni di Midterm del prossimo novembre. L’obiettivo politico è intercettare il malcontento degli elettori colpiti da inflazione e debito al consumo, oggi stimato oltre i 1.200 miliardi di dollari.
Analisi dei rischi e fattibilità legale
Secondo il mercato e diversi analisti di Wall Street, tra cui TD Cowen e Barclays, la proposta presenta criticità significative. In particolare, viene messa in dubbio la possibilità di implementare la misura tramite Executive Order, poiché storicamente un tetto ai tassi di interesse rientra nelle competenze del Congresso.
Sul fronte operativo, le principali associazioni bancarie, American Bankers Association (ABA) e Bank Policy Institute (BPI), avvertono che un cap al 10% rischia di compromettere l’accesso al credito per i profili più fragili. Infine, emerge il timore di un’espansione dello shadow banking, con il possibile spostamento dei consumatori verso canali non vigilati, caratterizzati da costi più elevati e rischi sistemici maggiori.