Svolta nel trattamento dell’adenocarcinoma pancreatico metastatico. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di olaparib, farmaco capostipite dei PARP inibitori, come terapia di mantenimento per pazienti con mutazioni germinali nei geni BRCA1/2 che non abbiano mostrato progressione della malattia dopo almeno 16 settimane di chemioterapia di prima linea con derivati del platino.
La decisione riguarda una quota limitata ma cruciale di malati: in Italia nel 2024 sono stati stimati 13.585 nuovi casi di tumore al pancreas e circa il 7% presenta mutazioni BRCA1/2, il target specifico del trattamento.
Il supporto scientifico arriva dallo studio internazionale di fase III POLO, pubblicato sul New England Journal of Medicine. Su 154 pazienti arruolati, olaparib ha ridotto del 47% il rischio di progressione della malattia rispetto al placebo. La sopravvivenza libera da progressione è quasi raddoppiata: 7,4 mesi contro 3,8. A tre anni, la sopravvivenza è risultata 33,9% con olaparib contro 17,8% con placebo.
“L’adenocarcinoma pancreatico metastatico è una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole, con diagnosi tardiva e decorso rapidissimo”, sottolinea Michele Reni, direttore di Oncologia Medica all’IRCCS San Raffaele di Milano e coautore dello studio. “POLO è il primo trial che dimostra un vantaggio di una terapia a bersaglio molecolare basata su una mutazione genetica nel carcinoma pancreatico”.
Il tumore del pancreas resta tra i più difficili da diagnosticare e trattare: non esistono programmi di screening efficaci e solo il 20% dei casi viene individuato in fase operabile. La maggior parte dei pazienti arriva alla diagnosi quando la malattia è già avanzata.
Secondo Michele Milella, direttore di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, “per decenni la gestione si è basata quasi esclusivamente sulla chemioterapia, con forte tossicità e poche opzioni alla progressione. L’individuazione di bersagli molecolari come BRCA rappresenta un cambio di paradigma”.
L’ok alla rimborsabilità è stato rafforzato anche dai dati di uno studio italiano di real world, pubblicato su Cancer Medicine, che ha confermato l’efficacia di olaparib nella pratica clinica.
Con questa decisione, l’Italia si allinea agli standard più avanzati della medicina di precisione in oncologia pancreatica, aprendo a trattamenti personalizzati basati sul profilo genetico del paziente.