La notizia dell’omicidio di Mario Ruoso, fondatore e patron dell’emittente televisiva Telepordenone, è stata riportata da Rainews, che ha fornito i primi dettagli sull’accaduto e sugli sviluppi delle indagini. L’uomo è stato trovato senza vita nella giornata di ieri all’interno della sua abitazione con una grave ferita alla testa.
Tra i sospettati figura un cittadino italiano considerato per lungo tempo uno storico collaboratore della vittima. L’uomo si trova attualmente in Questura a Pordenone per essere ascoltato dagli investigatori, mentre le autorità stanno approfondendo anche l’ipotesi di un possibile movente economico.
Nel frattempo proseguono le ricerche dell’arma del delitto, che al momento non è stata ancora ritrovata. Secondo quanto riportato da Rainews, si tratterebbe verosimilmente di una spranga o comunque di un oggetto contundente privo di scanalature. Le ricerche si sono concentrate in una porzione del fiume Meduna, nel territorio di Prata di Pordenone.
Su indicazione della polizia, alcuni equipaggi dei vigili del fuoco, tra cui il nucleo fluviale, hanno setacciato una zona del corso d’acqua alla ricerca dell’oggetto utilizzato per l’aggressione. Le verifiche in quel punto sarebbero state orientate da alcune possibili ammissioni del sospettato riguardo alla propria responsabilità nel delitto.
Gli investigatori hanno inoltre sequestrato l’automobile dell’uomo sospettato, parcheggiata nei pressi della sua abitazione a Tiezzo di Azzano Decimo. Nel bagagliaio del veicolo sarebbe stato trovato un borsone, immediatamente acquisito per ulteriori accertamenti. Anche l’auto è stata successivamente portata via per consentire lo svolgimento di analisi scientifiche e verifiche tecniche.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, basata sulle ferite riscontrate e sui primi accertamenti tecnici, l’anziano sarebbe stato vittima di un’aggressione improvvisa e particolarmente violenta. Ruoso sarebbe stato inizialmente colpito con un oggetto contundente e stordito; nella caduta avrebbe battuto il capo contro lo spigolo di un mobile presente nell’abitazione. L’aggressore avrebbe poi continuato a colpirlo ripetutamente alla testa fino a provocarne la morte.