Vance in Ungheria per sostenere Orbán: “Ingerenze vergognose dell’Ue”

Vance a Budapest sostiene Orbán e attacca Bruxelles, al comizio chiama Trump in diretta per ribadire l’appoggio al premier ungherese

Vance in Ungheria per sostenere Orbán: “Ingerenze vergognose dell’Ue”
Immagine ripresa da www.reuters.com

A pochi giorni da una tornata elettorale decisiva, la scena politica ungherese si accende con un intervento diretto degli Stati Uniti. Il vicepresidente americano JD Vance è arrivato a Budapest per incontrare il premier Viktor Orbán e sostenerlo apertamente, in un gesto che ha immediatamente attirato critiche e tensioni con l’Unione europea.

Atterrato nella capitale, Vance ha tenuto un incontro bilaterale con Orbán per poi passare all’attacco contro Bruxelles, riporta ANSA. “Sono qui per aiutare Orbán il più possibile”, ha dichiarato, accusando i “burocrati di Bruxelles” di ingerenze “vergognose” nelle dinamiche politiche ungheresi.

Nel corso di un comizio con il premier, il vicepresidente americano ha rafforzato il messaggio politico arrivando a chiamare in diretta l’ex presidente Donald Trump, che ha elogiato Orbán davanti alla platea di sostenitori. Un momento simbolico che ha unito idealmente Washington e Budapest sotto un’unica linea politica, accolta con entusiasmo dal pubblico.

La Commissione europea ha reagito ribadendo che le elezioni spettano esclusivamente ai cittadini e che ogni forma di interferenza esterna è incompatibile con i principi democratici dell’Unione.

Orbán, al potere dal 2010, resta una figura centrale del panorama politico europeo. Il suo governo, fondato su nazionalismo e controllo istituzionale, è da anni al centro di critiche da parte di Bruxelles per presunte violazioni dello stato di diritto. Allo stesso tempo, il premier mantiene rapporti stretti con Mosca e una posizione autonoma sulle principali questioni internazionali.

Le elezioni si presentano oggi come una sfida aperta: da un lato il premier uscente, dall’altro lo sfidante Péter Magyar, in forte crescita nei sondaggi. Il voto rappresenta non solo una scelta interna, ma anche un possibile punto di svolta nei rapporti tra Ungheria, Unione europea e alleati internazionali.