ZES, cosa sono e perché sono strategiche per le regioni

Crediti d’imposta e iter accelerati per favorire l’insediamento delle imprese

ZES, cosa sono e perché sono strategiche per le regioni

Le ZES, Zone Economiche Speciali, sono aree geografiche delimitate nelle quali lo Stato introduce un regime fiscale e amministrativo agevolato per favorire l’insediamento di imprese e attrarre investimenti produttivi. Si tratta di uno strumento di politica industriale territoriale pensato per rafforzare la competitività di aree che presentano ritardi strutturali o potenzialità logistiche ancora non pienamente sviluppate.

In Italia il modello è stato avviato nel 2017 con riferimento alle regioni del Mezzogiorno ed è stato successivamente riorganizzato con l’istituzione della ZES unica per il Sud, che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La gestione è affidata a una struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio, con l’obiettivo di garantire uniformità procedurale e rapidità autorizzativa.

Le ZES prevedono agevolazioni fiscali, tra cui crediti d’imposta sugli investimenti in beni strumentali, e una significativa semplificazione amministrativa. Le imprese che scelgono di localizzarsi in queste aree possono beneficiare di iter autorizzativi accelerati e di una riduzione dei tempi burocratici, elemento che incide direttamente sulla decisione di investimento. Il disegno normativo punta a rendere più competitivo il contesto territoriale, riducendo costi e incertezza regolatoria.

Per le regioni coinvolte le ZES rappresentano una leva strategica. Consentono di attrarre capitali nazionali ed esteri, rafforzare le filiere produttive locali e generare nuova occupazione. In particolare nel Mezzogiorno, la presenza di porti e corridoi logistici nel Mediterraneo offre un vantaggio competitivo che può essere valorizzato attraverso un regime incentivante mirato.

Dal punto di vista macroeconomico, le Zone Economiche Speciali sono concepite come strumenti di riequilibrio territoriale. L’obiettivo è ridurre il divario economico tra Nord e Sud, favorendo l’insediamento di attività produttive a maggiore valore aggiunto. Tuttavia, l’efficacia delle ZES dipende da alcuni fattori determinanti: stabilità normativa, coordinamento tra Stato e Regioni, qualità delle infrastrutture e capacità di intercettare investimenti coerenti con le vocazioni industriali dei territori.

In questo senso le ZES non si limitano a offrire vantaggi fiscali, ma costituiscono un meccanismo di programmazione economica concentrata. Se integrate con politiche per l’innovazione, la formazione e l’accesso al credito, possono diventare un moltiplicatore di sviluppo. Per le regioni interessate si tratta quindi di un’opportunità rilevante, ma anche di una sfida in termini di governance e capacità di trasformare gli incentivi in crescita strutturale.