L’osteopatia entra ufficialmente a far parte del Servizio sanitario nazionale italiano. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ultimo decreto attuativo relativo all’equipollenza dei titoli professionali, si conclude infatti il percorso normativo avviato negli anni scorsi per il riconoscimento della figura dell’osteopata come professione sanitaria.
Secondo quanto dichiarato da Sky TG24, il provvedimento rappresenta l’ultimo tassello della Legge 3 del 2018, che aveva istituito formalmente la professione sanitaria dell’osteopata all’interno dell’ordinamento italiano. Con il nuovo decreto vengono definiti i criteri per il riconoscimento dei titoli pregressi e dell’esperienza professionale maturata dagli operatori già attivi sul territorio nazionale.
L’ingresso dell’osteopatia nel SSN arriva al termine di un iter legislativo e amministrativo durato diversi anni. Dopo la legge istitutiva del 2018, il percorso è proseguito con il recepimento dell’Accordo Stato-Regioni del 2020 tramite il DPR n.131 del 2021, che ha definito il profilo professionale dell’osteopata e le relative competenze sanitarie. Nel 2023 è stato poi introdotto il corso di laurea universitario abilitante in Osteopatia, stabilendo così anche il quadro formativo ufficiale della professione.
Secondo quanto emerso, il decreto pubblicato nel maggio 2026 disciplina in particolare le modalità attraverso cui gli osteopati già operativi potranno ottenere il riconoscimento professionale sulla base dei titoli posseduti e dell’esperienza lavorativa maturata negli anni precedenti all’istituzione del percorso universitario.
Il riconoscimento viene considerato dagli operatori del settore un passaggio storico per la categoria. Mauro Longobardi, presidente del Registro Osteopati d’Italia (ROI), ha definito il completamento dell’iter “il compimento di un percorso” e “la consacrazione di un impegno collettivo” portato avanti negli ultimi anni.
Anche la Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP ha accolto positivamente il provvedimento. Il presidente Diego Catania ha dichiarato che gli Ordini sono pronti ad accogliere gli osteopati all’interno del sistema professionale sanitario italiano, sottolineando il lungo percorso affrontato dalla categoria per ottenere il riconoscimento istituzionale.