Non soltanto il verdetto del campo. La semifinale di ritorno dei playoff tra Palermo FC e US Catanzaro 1929, conclusasi con il successo dei rosanero per 2-0 ma con la qualificazione dei calabresi grazie al 3-0 maturato all’andata, è stata segnata anche da pesanti momenti di tensione verificatisi nella tribuna autorità dello stadio.
Secondo le prime ricostruzioni raccolte nell’immediato post-partita, nella zona riservata a dirigenti, ospiti istituzionali e familiari dei tesserati sarebbe scoppiata un’accesa discussione tra alcuni presenti, degenerata poi in una rissa che ha richiesto l’intervento del personale di sicurezza e degli steward presenti nell’impianto.
La situazione, stando alle testimonianze emerse nelle ore successive all’incontro, sarebbe rapidamente sfuggita di mano, generando momenti di forte agitazione all’interno del settore. Gli addetti alla sicurezza avrebbero tentato di separare i coinvolti e riportare la calma, operando tra spintoni, urla e scene di concitazione che hanno creato allarme tra i presenti.
Tra coloro che si trovavano in tribuna figura anche il direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito. Al momento non risultano chiariti i motivi all’origine del parapiglia, né è stata fornita una ricostruzione ufficiale completa dell’accaduto da parte delle autorità competenti o delle società coinvolte.
Nel dopogara è intervenuto il presidente del Catanzaro, Floriano Noto, che ha denunciato presunti episodi di aggressione ai danni di familiari e componenti del club calabrese presenti in tribuna.
“Da uomo del Sud mi vergogno, abbiamo assistito a scene indecorose”, ha dichiarato il dirigente giallorosso, riferendo che tra le persone coinvolte vi sarebbero stati la moglie e il figlio di Polito, altri membri della società e i familiari di alcuni tesserati. Secondo quanto riferito dallo stesso Noto, la madre dell’allenatore del Catanzaro sarebbe stata colta da un forte stato di agitazione, mentre Polito avrebbe accompagnato i propri familiari in ospedale senza seguire il finale della gara.