Crans-Montana, 67mila euro per 15 ore di cure: il caso delle fatture svizzere ai feriti del rogo

Cliniche elvetiche chiedono parcelle record per pochi minuti di cure. Diplomazia al lavoro per bloccare i pagamenti

Crans-Montana, 67mila euro per 15 ore di cure: il caso delle fatture svizzere ai feriti del rogo

Le fatture inviate dagli ospedali svizzeri alle famiglie dei giovani feriti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana stanno suscitando forte preoccupazione e interrogativi, nonostante le rassicurazioni ufficiali sul fatto che i costi non saranno a loro carico. La notizia, riportata inizialmente da Dagospia, riguarda importi molto elevati per ricoveri di breve durata, in alcuni casi inferiori alle 15 ore.

Secondo quanto emerso, i primi documenti recapitati riportano cifre comprese tra i 17 mila e i quasi 67 mila euro. Le fatture provengono da strutture sanitarie svizzere, tra cui l’ospedale di Sion, dove i feriti più gravi, molti dei quali con ustioni estese e danni polmonari significativi, hanno ricevuto le prime cure immediatamente dopo l’incendio scoppiato nel locale Constellation.

Successivamente, nella stessa giornata del primo gennaio, è stato attivato un ponte aereo che ha consentito il trasferimento dei pazienti in Italia, in particolare al Centro ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano, dove sono tuttora ricoverati o in fase di riabilitazione.

Le comunicazioni inviate alle famiglie specificano che le spese non devono essere saldate dai destinatari. Tuttavia, la modalità e i tempi di invio spesso senza preavviso e con scarsa contestualizzazione hanno generato sconcerto. Alcuni genitori hanno sottolineato come la ricezione delle fatture abbia riaperto una fase di forte stress emotivo, già aggravata dalla lunga degenza dei figli.

“È stato uno shock ricevere una mail con cifre così alte e senza spiegazioni dettagliate”, ha dichiarato uno dei familiari coinvolti, evidenziando come la formulazione dei documenti appaia assimilabile a una tariffazione oraria. Un ulteriore elemento di criticità riguarda la mancata consegna, a distanza di mesi, delle cartelle cliniche richieste da diverse famiglie.

Sul piano istituzionale, la questione è ora al centro di verifiche diplomatiche. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha annunciato incontri con le autorità elvetiche, tra cui rappresentanti dell’Ufficio federale di giustizia e del Cantone Vallese, per chiarire la natura e le finalità di tali fatturazioni.

Fin dalle prime fasi successive all’incidente, le autorità svizzere avevano assicurato che i costi sanitari sarebbero stati interamente coperti. L’invio delle fatture viene descritto come una prassi amministrativa standard nel sistema sanitario svizzero, ma resta ora da verificare come questa procedura si concili con gli impegni assunti e con la necessità di fornire rassicurazioni formali alle famiglie.

L’obiettivo degli incontri in programma nei prossimi giorni sarà proprio quello di confermare ufficialmente che nessun onere economico ricadrà né sui familiari dei feriti né sullo Stato italiano, chiarendo al contempo le modalità di gestione amministrativa adottate dalle strutture sanitarie coinvolte.