Prosegue in Svizzera l’inchiesta sul rogo avvenuto nel locale “Constellation” di Crans-Montana, tragedia nella quale hanno perso la vita diversi giovani italiani. A riportare i dettagli della vicenda è Dagospia, che evidenzia le criticità emerse nel rapporto tra inquirenti e familiari delle vittime.
Secondo quanto riferito dai legali delle famiglie, la procura di Sion avrebbe chiesto a fratelli, sorelle e altri parenti di dimostrare concretamente la vicinanza affettiva con i ragazzi deceduti, anche attraverso fotografie e documentazione privata relativa alla vita familiare. Una richiesta che gli avvocati definiscono “eccessivamente formale” e fonte di ulteriore sofferenza per i parenti coinvolti.
Le contestazioni riguardano anche gli sviluppi dell’indagine tecnica sull’incendio. Dalle immagini delle telecamere di sicurezza emergerebbe infatti il tentativo di diversi giovani di raggiungere un’uscita di emergenza che, secondo alcune ipotesi investigative, sarebbe risultata inutilizzabile o chiusa. Gli avvocati delle famiglie sostengono che la presenza di vie di fuga non accessibili possa aver aggravato il bilancio della tragedia.