Secondo una recente indagine pubblicata da Die Presse e commissionata dal Comune di Vienna, una parte significativa dei giovani musulmani residenti nella capitale austriaca mostra oggi un rapporto più intenso con la religione rispetto agli anni precedenti, accompagnato in alcuni casi da una maggiore apertura verso modelli sociali e politici di tipo autoritario. Lo studio, condotto su oltre 1.200 ragazzi tra i 14 e i 24 anni appartenenti a diversi gruppi etnici e religiosi, analizza il legame tra religiosità, educazione familiare, integrazione sociale e atteggiamenti verso la democrazia.
Dai dati emerge che tra i giovani di origine siriana, afghana e bosniaca cresce il numero di coloro che dichiarano di essere diventati “più religiosi” negli ultimi anni. In particolare, tra i giovani musulmani intervistati, quasi la metà ha affermato di condividere almeno in parte l’idea che si debba essere pronti a “combattere e morire” per difendere la propria fede. Inoltre, il 36% dei partecipanti musulmani ha dichiarato di ritenere che “tutte le persone dovrebbero seguire le regole della mia religione”, una percentuale doppia rispetto ai giovani cristiani coinvolti nella ricerca.
Gli autori dello studio sottolineano tuttavia che il fenomeno non può essere spiegato esclusivamente attraverso il fattore religioso. Secondo i ricercatori, la diffusione di atteggiamenti autoritari sarebbe collegata a un insieme complesso di elementi: livelli di istruzione più bassi, esperienze di discriminazione, isolamento sociale, forte influenza dei social media e modelli educativi familiari particolarmente rigidi. In molte famiglie provenienti da contesti musulmani, infatti, sarebbe presente uno stile educativo più autoritario rispetto a quello osservato nelle famiglie austriache autoctone.
Lo studio evidenzia anche come una parte dei giovani musulmani intervistati mostri una fiducia meno marcata nei confronti della democrazia liberale rispetto ad altri gruppi. Tra i giovani siriani, ad esempio, il sostegno pieno alla frase “la democrazia è la migliore forma di governo” risulta inferiore rispetto ai coetanei austriaci o polacchi. Alcuni partecipanti hanno inoltre espresso posizioni considerate patriarcali, antisemite o ostili all’uguaglianza di genere.
Nonostante questi dati, la ricerca precisa che la maggioranza dei giovani viennesi inclusi molti giovani musulmani continua comunque a sostenere principi democratici, pluralismo e libertà individuali. Gli studiosi invitano pertanto a evitare generalizzazioni e a leggere i risultati nel quadro di dinamiche sociali più ampie, che riguardano integrazione, istruzione e marginalizzazione urbana.
Tra le raccomandazioni avanzate dagli esperti figurano il rafforzamento dell’educazione civica nelle scuole, il sostegno a forme di Islam liberale e moderato e la creazione di maggiori spazi di integrazione tra giovani di diversa provenienza culturale e religiosa. Secondo gli autori, solo attraverso un lavoro sociale e educativo di lungo periodo sarà possibile contrastare la crescita di atteggiamenti radicali o antidemocratici tra le nuove generazioni.