Il presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino, Claudio Zali, ha rivolto un duro attacco all’Italia e all’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, nel contesto delle tensioni diplomatiche seguite alla vicenda di Crans-Montana. La notizia è stata riportata da Dagospia, che ha rilanciato le dichiarazioni pubblicate dal settimanale ticinese “Il Mattino della Domenica”.
Secondo Zali, “i rapporti con l’Italia sono ai minimi storici”. Il consigliere di Stato ha criticato duramente quelle che ha definito “ripetute esternazioni” dell’ambasciatore Cornado sulla tragedia avvenuta nel Vallese, giudicandole “assolutamente inaccettabili” e incompatibili con i rapporti tra due Paesi considerati storicamente amici.
Nel suo intervento, Zali ha distinto tra il clima polemico nato dopo i tragici eventi di Crans-Montana e quello che, a suo avviso, rappresenterebbe il vero nodo politico tra Berna e Roma: la questione fiscale dei lavoratori frontalieri. Il presidente del Consiglio di Stato ticinese sostiene infatti che l’Italia starebbe tentando di modificare unilateralmente gli equilibri stabiliti dagli accordi bilaterali con la Svizzera, introducendo per i cosiddetti “vecchi frontalieri” un’imposta aggiuntiva presentata come contributo sanitario.
Secondo l’esponente ticinese, tale misura rischierebbe di compromettere ulteriormente i rapporti istituzionali tra i due Paesi e di avere ripercussioni dirette sul Ticino, territorio particolarmente sensibile al tema del frontalierato. Zali ha inoltre espresso preoccupazione per il possibile orientamento della Confederazione svizzera, accusata di mostrarsi troppo accomodante nei confronti delle richieste italiane.
Nel passaggio più duro del suo intervento, il consigliere di Stato ha affermato che Berna sarebbe pronta a “convalidare questa ennesima forzatura giuridica”, aggiungendo che “come sempre sarà il Ticino a doverne pagare il prezzo”. Da qui la richiesta formale di affrontare il dossier all’interno del Consiglio di Stato entro il mese di giugno.