La notizia, riportata da Al Arabiya, riguarda una sentenza emessa dalla Corte d’Appello penale specializzata in reati di tratta di esseri umani, che ha riconosciuto la responsabilità degli imputati nell’ambito di un’organizzazione dedita alla compravendita di un neonato.
Secondo quanto emerso dagli atti processuali, la coppia, priva di fissa dimora e unita da un matrimonio consuetudinario, avrebbe accettato di vendere il proprio figlio subito dopo la nascita. L’accordo iniziale, mediato da altri soggetti coinvolti nel caso, prevedeva un compenso di 50.000 sterline egiziane. Tuttavia, dopo il parto, la coppia avrebbe avanzato la richiesta di un importo significativamente più elevato, pari a mezzo milione di sterline, dando origine a un conflitto con gli altri partecipanti alla vicenda.
Le indagini della Procura hanno ricostruito il ruolo degli altri imputati, tra cui un intermediario, suo figlio e una donna interessata ad acquistare il neonato. Quest’ultima avrebbe sostenuto economicamente la madre durante la gravidanza e il parto, in vista della consegna del bambino. Il mancato accordo definitivo sulla cifra avrebbe però fatto precipitare la situazione.
Secondo l’accusa, il mediatore e suo figlio avrebbero fatto irruzione nell’abitazione della coppia, aggredendola e sottraendo con la forza il neonato, successivamente consegnato alla donna coinvolta nell’accordo. Dopo la denuncia dei fatti, gli imputati avrebbero tentato di eludere le indagini abbandonando il bambino all’interno di una scatola di cartone davanti a una moschea. Il neonato è stato poi ritrovato da un passante e affidato alle autorità, che sono riuscite a identificarne la madre e a confermarne la discendenza.
Al termine del procedimento, la Corte ha condannato tutti e cinque gli imputati all’ergastolo e al pagamento di una multa di mezzo milione di sterline ciascuno. In particolare, la coppia è stata riconosciuta colpevole di traffico di minori, mentre gli altri imputati sono stati condannati per tratta di esseri umani e sequestro di persona.