Migranti, via libera del Cdm al decreto per il Patto Ue: cambiano asilo e rimpatri

Il testo riforma accoglienza, Eurodac e introduce lo stop al lavoro per 90 giorni. Potenziati i tribunali e i controlli alla frontiera

Migranti, via libera del Cdm al decreto per il Patto Ue: cambiano asilo e rimpatri

Il Consiglio dei ministri (Cdm) ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di giustizia e adeguamenti ordinamentali necessari all’attuazione del Patto dell’Unione europea su migrazione e asilo. Il provvedimento interviene sul quadro normativo nazionale con l’obiettivo di armonizzare le procedure italiane alle nuove disposizioni europee in materia di accoglienza, gestione delle domande di protezione internazionale, rimpatri e funzionamento del sistema Eurodac.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa AGI, il decreto è stato presentato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi, Antonio Tajani e Tommaso Foti, nell’ambito di un intervento più ampio di adeguamento dell’ordinamento italiano ai regolamenti e alle direttive europee. Le modifiche riguardano, tra gli altri aspetti, la ridefinizione delle fasi procedurali relative alla manifestazione della volontà di chiedere protezione internazionale, alla registrazione e alla formalizzazione della domanda.

Tra le principali novità figura la revisione delle tempistiche di accesso al mercato del lavoro per i richiedenti asilo, con l’innalzamento a 90 giorni del periodo di preclusione allo svolgimento di attività lavorativa. Il decreto interviene inoltre sulle procedure alla frontiera e sul diritto di permanenza sul territorio nazionale, introducendo misure più stringenti in materia di controllo e gestione dei flussi.

Il provvedimento prevede anche un rafforzamento degli strumenti di monitoraggio, attraverso l’obbligo di residenza in luoghi individuati dal prefetto e l’introduzione di misure alternative al trattenimento, accompagnate da una nuova valutazione del rischio di fuga. Sono inoltre disciplinate le procedure accelerate, i respingimenti e i meccanismi di trasferimento dei richiedenti asilo.

Per le persone intercettate durante attraversamenti irregolari o a seguito di operazioni di salvataggio in mare, il testo prevede il trasferimento in punti di crisi dedicati, dove verranno effettuati controlli sanitari, di vulnerabilità e sicurezza, oltre al rilievo fotodattiloscopico. È inoltre introdotto il fermo amministrativo per gli accertamenti, soggetto a convalida da parte del giudice di pace e con specifiche garanzie per i minori.

Sul piano tecnologico e amministrativo, il decreto adegua il sistema Eurodac, prevedendo l’interconnessione automatizzata delle impronte digitali e delle immagini facciali, con l’individuazione di un punto di accesso nazionale presso il Dipartimento della pubblica sicurezza.

Infine, per far fronte all’impatto organizzativo del nuovo assetto europeo, il governo ha disposto il potenziamento delle Commissioni territoriali per la protezione internazionale e l’ampliamento delle sezioni specializzate dei tribunali in materia di immigrazione, prevedendo anche sezioni stralcio e misure transitorie per garantirne la piena operatività.