Missili e droni sul Kuwait: colpito l'aeroporto internazionale

Chiuso lo scalo, avviate le verifiche sui danni. Ci sono feriti

Missili e droni sul Kuwait: colpito l'aeroporto internazionale

L'aeroporto internazionale del Kuwait è stato colpito nelle prime ore della mattinata da un attacco attribuito all'Iran, che secondo le autorità kuwaitiane ha causato danni significativi a un terminal passeggeri, provocando diversi feriti e costringendo alla sospensione delle operazioni aeroportuali. L'episodio si inserisce nel quadro della crescente escalation militare tra Stati Uniti e Iran che nelle ultime ore ha interessato diverse aree del Golfo Persico e del Medio Oriente.

Secondo quanto riferito dall'AGI, droni iraniani avrebbero centrato una sezione del terminal dell'aeroporto internazionale del Kuwait, causando danni alle infrastrutture civili e l'interruzione del traffico aereo. Le autorità locali hanno avviato le operazioni di emergenza e di messa in sicurezza dello scalo, mentre il bilancio definitivo delle conseguenze dell'attacco è ancora in fase di accertamento.

Il portavoce del Ministero della Difesa kuwaitiano, Saud Abdulaziz Al-Otaibi, ha definito l'azione "un'aggressione criminale iraniana", precisando che l'attacco ha provocato "significativi danni materiali alla struttura e feriti". Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sul numero esatto delle persone coinvolte né sull'entità complessiva dei danni.

Nelle ore precedenti, le forze statunitensi avevano condotto un'operazione sull'isola iraniana di Qeshm, colpendo un'infrastruttura di telecomunicazioni. Washington ha descritto l'azione come una risposta a presunte minacce provenienti da Teheran nell'area del Golfo.

In parallelo, il Bahrein ha riferito di aver intercettato e distrutto tre missili e diversi droni diretti verso obiettivi civili. Le autorità bahreinite hanno accusato l'Iran di aver lanciato attacchi contro infrastrutture della regione, mentre i sistemi di difesa aerea del Paese, con il supporto delle forze alleate, sarebbero riusciti a neutralizzare le minacce prima che raggiungessero i bersagli.

Le Guardie della Rivoluzione iraniane (Pasdaran) hanno rivendicato una serie di operazioni missilistiche contro installazioni militari statunitensi nella regione, sostenendo di aver agito in risposta ai raid americani su territorio iraniano. In una dichiarazione diffusa dai media ufficiali di Teheran, i Pasdaran hanno avvertito che eventuali ulteriori azioni contro la sovranità iraniana riceveranno una risposta "decisiva e schiacciante".

Di diverso tenore la versione fornita dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), secondo cui i sistemi di difesa americani e alleati avrebbero intercettato o neutralizzato la maggior parte dei missili e dei droni lanciati dall'Iran. Washington sostiene inoltre che nessuno degli attacchi iraniani abbia raggiunto con successo obiettivi militari statunitensi.