“Chi semina utopie raccoglie realtà” probabilmente la frase che meglio descrive l’uomo e il pensiero di Carlin Petrini.
Se ne è andato a 40 anni dalla fondazione di Slow Food, ma nel frattempo ci ha lasciato in eredità Terra Madre, il salone del Gusto, l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo , la Comunità Laudato Si tante altre iniziative.
Un “eroe europeo” nominato dalla rivista Time nel 2004, un filosofo in grado di convincere il mondo che il cibo deve essere buono pulito e giusto che non è solo nutrimento ma è un atto culturale politico sociale. Un visionario che ha messo al centro di qualsiasi riflessione la Terra da quale tutto viene e alla quale torniamo tutti. Un cantore appassionato capace di sedurre i grandi del mondo e le comunità contadine in Africa e in Sud America.
Un rivoluzionario della cui opera ancora non abbiamo completa consapevolezza e al quale dovremo esser grati per generazioni.
Ciao Carlin e’ stato un privilegio conoscerti ma sebbene ci abbia provato preferisco anche l’amarone al barolo.