Nuova stangata energetica per le famiglie britanniche. Dal 1° luglio il tetto massimo delle bollette domestiche nel Regno Unito registrerà un aumento del 13%, secondo le ultime previsioni diffuse martedì dalla società di consulenza energetica Cornwall Insight.
Secondo quanto riportato dall'agenzia di consulenza energetica Cornwall Insight, l’incremento porterà la spesa annuale media per una famiglia con doppia fornitura, gas ed elettricità a circa 1.850 sterline annue, contro le attuali 1.641 sterline. Un rincaro che riaccende le preoccupazioni sul costo della vita nel Paese e che rischia di colpire milioni di nuclei familiari già provati dall’inflazione e dall’instabilità dei mercati energetici internazionali.
Secondo gli analisti, all’origine dell’aumento vi sarebbe il forte rialzo dei prezzi all’ingrosso dell’energia registrato tra febbraio e marzo, innescato dall’escalation del conflitto in Medio Oriente. In particolare, le tensioni geopolitiche avrebbero provocato danni alle infrastrutture energetiche nell’area del Golfo e la temporanea chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui transita circa il 20% delle spedizioni mondiali di petrolio e gas.
Nonostante un successivo cessate il fuoco abbia contribuito a ridurre la volatilità dei mercati, i prezzi dell’energia sono rimasti su livelli elevati per settimane, influenzando direttamente il nuovo aggiornamento del price cap britannico.
Estate meno pesante, ma cresce l’allarme per l’autunno
Gli esperti sottolineano che l’impatto immediato dell’aumento potrebbe risultare relativamente contenuto grazie alla stagione estiva, periodo in cui il consumo energetico domestico tende fisiologicamente a diminuire, soprattutto per quanto riguarda il riscaldamento.
“L’aumento estivo sarà doloroso per le famiglie, ma la vera preoccupazione riguarda ottobre, quando la domanda domestica tornerà a crescere”, ha dichiarato Craig Lowrey, consulente principale di Cornwall Insight.
Le proiezioni attuali indicano infatti che il tetto massimo potrebbe restare vicino ai livelli previsti per luglio anche durante l’autunno. Uno scenario che rischierebbe di aggravare ulteriormente la situazione economica delle fasce più vulnerabili della popolazione britannica proprio nei mesi di maggiore consumo energetico.
Governo sotto pressione: possibili aiuti mirati
L’ipotesi di bollette elevate anche nel quarto trimestre dell’anno sta aumentando la pressione sul governo britannico, chiamato a valutare eventuali misure di sostegno straordinario.
Secondo Lowrey, qualora il tetto tariffario restasse stabile ai livelli estivi anche da ottobre, l’esecutivo dovrebbe prendere in considerazione “forme di supporto mirato” per le famiglie maggiormente esposte alla crisi energetica.
Negli ultimi anni il Regno Unito ha già adottato diversi programmi di aiuto contro il caro energia, ma il permanere di forti tensioni internazionali rende difficile prevedere un ritorno rapido alla normalità.
La vulnerabilità energetica del Regno Unito
Nel proprio rapporto, Cornwall Insight evidenzia inoltre come il Regno Unito continui a essere particolarmente esposto agli shock dei mercati globali a causa della forte dipendenza dalle importazioni di gas naturale liquefatto (GNL).
“In quanto importatori netti di gas naturale liquefatto, gli shock dei prezzi globali ci hanno colpito duramente, e questa vulnerabilità non scomparirà”, ha spiegato Lowrey.
Secondo gli osservatori del settore, anche un’eventuale conclusione rapida del conflitto in Medio Oriente potrebbe non essere sufficiente a riportare il tetto massimo delle bollette ai livelli precedenti, a causa dei danni alle infrastrutture energetiche e delle persistenti difficoltà nelle catene di approvvigionamento.