I vaccini hanno salvato 154 milioni di vite nel mondo dal 1974, ma i progressi raggiunti sono fragili e rischiano di sgretolarsi. È il messaggio lanciato in occasione della 20ª Settimana Europea delle Vaccinazioni, che si celebra dal 19 al 25 aprile, dalla Commissione europea, dall'Ufficio regionale per l'Europa dell'OMS e dall'Unicef.
I dati sui successi sono inequivocabili: la Regione europea è rimasta indenne dalla poliomielite endemica dal 2002, mentre dal 2000 al 2024 i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%. Eppure, il calo delle coperture vaccinali sta producendo effetti preoccupanti. Nel 2024 sono stati registrati oltre 298mila casi di pertosse, il numero più alto mai registrato, e oltre 127mila casi di morbillo, il dato peggiore degli ultimi 27 anni.
Sull'HPV, il Papillomavirus umano responsabile di diversi tumori tra cui quello del collo dell'utero, i risultati europei sono disomogenei. Paesi come Islanda, Portogallo e Norvegia hanno superato il 90% di copertura con il ciclo completo, mentre Bulgaria, Romania e Slovacchia sono lontane dalla sufficienza. L'Italia si colloca a metà classifica, con tassi di poco sopra il 50% per le ragazze e circa il 45% per i ragazzi.
Nel comunicato congiunto firmato dal Commissario europeo per la Salute Olivér Várhelyi, dalla direttrice regionale Unicef Regina De Dominicis e dal direttore regionale OMS Hans Henri Kluge, il messaggio è netto: "I vaccini funzionano, salvano vite umane e proteggono le nostre comunità. L'Europa non può permettersi di fare passi indietro". Tra le cause del calo vaccinale vengono indicate la disinformazione, la sfiducia nei confronti delle autorità sanitarie e le carenze nei programmi di immunizzazione.
Intanto la ricerca non si ferma. Nell'Unione europea sono attualmente in fase di sviluppo 91 nuovi vaccini. Farmindustria ha ricordato che per ogni euro investito in prevenzione si possono generare fino a 14 euro di benefici, chiedendo che la spesa per la prevenzione "sia riconosciuta come investimento per la sostenibilità del servizio sanitario nazionale".