Abusi e stalking nella Nazionale Paralimpica: arrestato Matteo Bonacina

Omertà e minacce per coprire le violenze: l’inchiesta svela un sistema di soprusi sulle atlete azzurre tra ricatti sportivi e silenzi complici

Abusi e stalking nella Nazionale Paralimpica: arrestato Matteo Bonacina

Il campione paralimpico di tiro con l’arco Matteo Bonacina è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma che ipotizza, a vario titolo, reati legati ad abusi sessuali, molestie e stalking ai danni di diverse donne appartenenti all’ambiente della nazionale italiana “Para-Archery”. L’indagine coinvolge anche il direttore tecnico della squadra nazionale, Guglielmo Donato Fuchsova, indagato per stalking aggravato.

La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa ANSA, che cita gli atti dell’ordinanza cautelare emessa dall’autorità giudiziaria romana. Secondo quanto emerge dalle accuse formulate dagli inquirenti, Bonacina avrebbe posto in essere, nel corso degli anni, comportamenti persecutori e molestie nei confronti di almeno sei donne, tra cui alcune atlete e componenti della nazionale paralimpica.

Gli episodi contestati coprirebbero un arco temporale iniziato nel 2013 e proseguito fino agli ultimi mesi. Gli investigatori descrivono una serie di condotte considerate reiterate e invasive: dalle presunte molestie fisiche all’invio di messaggi a sfondo sessuale, fino a richieste esplicite di rapporti e all’invio di immagini intime. Alcuni episodi sarebbero avvenuti durante trasferte sportive e raduni della squadra nazionale.

Tra gli elementi riportati nell’ordinanza vi sarebbe anche un episodio risalente al periodo delle Olimpiadi di Parigi 2024, quando Bonacina avrebbe chiesto a una atleta azzurra di consegnargli un perizoma rosso da utilizzare come “portafortuna”. In un’altra circostanza, sempre secondo l’accusa, avrebbe tentato di abusare sessualmente di una componente della delegazione nella stanza d’albergo in cui alloggiava.

L’inchiesta richiama inoltre un episodio del 2019 che avrebbe coinvolto una giovane arciere paralimpica allora quindicenne. Gli atti parlano di molestie avvenute nell’ambito delle attività sportive federali. Le presunte vittime avrebbero riferito agli investigatori di aver subito per anni un clima di forte pressione psicologica e intimidazione all’interno del gruppo sportivo.

Bonacina, campione del mondo nel 2023 in Repubblica Ceca, era già stato raggiunto da un provvedimento di sospensione cautelare disposto dal tribunale federale sportivo. Proprio la trasmissione di quella documentazione alla Procura di Roma avrebbe contribuito all’apertura dell’indagine penale. Nel provvedimento sportivo si faceva riferimento a presunti comportamenti di “abuso psicologico, molestia e abuso sessuale”.

Parallelamente, la Procura capitolina contesta al direttore tecnico Guglielmo Donato Fuchsova un ruolo omissivo e intimidatorio nella gestione della vicenda. Secondo l’impianto accusatorio, il dirigente avrebbe tollerato per lungo tempo le condotte attribuite all’atleta, pur essendo secondo gli inquirenti pienamente a conoscenza delle segnalazioni interne. Gli viene inoltre contestata l’aggravante di aver agito ai danni di persone con disabilità.

Nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari si legge che il comportamento del direttore tecnico avrebbe contribuito a creare “un clima di terrore” all’interno della nazionale. Le atlete avrebbero temuto ripercussioni sportive e il rischio di esclusione dalle convocazioni qualora avessero denunciato gli episodi o manifestato dissenso. Secondo gli atti, Fuchsova avrebbe più volte invitato le sportive a “tollerare” i comportamenti dell’atleta in ragione dei risultati ottenuti in gara.

Il dirigente, attraverso una dichiarazione riportata dagli organi di stampa, ha respinto le accuse sostenendo di aver appreso “da fonti giornalistiche” del rigetto, da parte del giudice, della richiesta di misura cautelare avanzata nei suoi confronti dalla Procura. Fuchsova ha dichiarato di confidare “nell’operato della magistratura” e nell’esito del procedimento sportivo ancora pendente davanti al Collegio di Garanzia dello Sport.

Per quanto riguarda Bonacina, il gip sottolinea nelle motivazioni delle esigenze cautelari “la modalità compulsiva” con cui si sarebbero manifestate le presunte condotte. Il giudice parla di un quadro caratterizzato da “compulsività predatoria sessuale”, evidenziando come richiami, diffide e contestazioni ricevuti nel tempo non avrebbero prodotto alcun effetto dissuasivo.