Autotrasporto, proclamato fermo nazionale dei servizi dal 20 al 24 aprile 2026

Stop nazionale dei camion per cinque giorni: al centro rincari, regole e richieste urgenti del comparto logistico italiano

Autotrasporto, proclamato fermo nazionale dei servizi dal 20 al 24 aprile 2026

Un fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci è stato proclamato per il periodo compreso tra il 20 e il 24 aprile 2026. La notizia, diffusa dal portale specializzato trasportounito.net, segnala una mobilitazione del settore finalizzata a sollecitare interventi urgenti da parte del Governo su una serie di criticità normative ed economiche che, secondo le imprese coinvolte, incidono in modo significativo sulla sostenibilità dell’attività.

Al centro della protesta vi è la richiesta di un riconoscimento immediato di misure ritenute essenziali per garantire equilibrio economico e condizioni operative più stabili. Tra queste, particolare rilievo assume la questione dei cosiddetti “costi minimi di sicurezza”: gli operatori chiedono che i valori indicativi dei costi di esercizio, pubblicati periodicamente dal Ministero in base alla normativa vigente, diventino obbligatori, così da evitare distorsioni concorrenziali nel mercato.

Un ulteriore punto riguarda l’introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento del corrispettivo dei servizi in relazione al prezzo del carburante, attraverso una revisione della disciplina sul fuel surcharge nei contratti scritti. Le imprese sollecitano anche l’obbligatorietà dell’inserimento di specifiche clausole di salvaguardia nelle fatture.

Sul piano normativo, viene richiesta l’apertura di un tavolo tecnico per affrontare alcune disposizioni del Codice della strada considerate penalizzanti per il comparto senza un impatto diretto sulla sicurezza. Parallelamente, si chiede una revisione delle modalità di recupero delle accise sul carburante, con la riduzione dei tempi da tre mesi a uno.

Non mancano le istanze legate alla transizione energetica e al costo dell’energia, con la proposta di interventi su IVA e criteri di classificazione delle fonti, nonché una serie di misure economiche straordinarie. Tra queste figurano il rafforzamento del credito d’imposta sul gasolio fino al 28% della spesa sostenuta, la restituzione delle accise non recuperate in seguito a precedenti interventi, e la sospensione temporanea di alcuni oneri, come i pedaggi autostradali e i versamenti contributivi a INAIL e INPS.

Le richieste includono inoltre la sospensione delle rateazioni fiscali in essere con l’Agenzia delle Entrate e il rinvio dei versamenti relativi al trattamento di fine rapporto (TFR), per tutta la durata dell’emergenza economica denunciata dal settore.