Caro carburanti, Ryanair taglia le frequenze: nel mirino i giorni deboli e le ore centrali

Piano d’emergenza per il vettore low cost: meno voli nei giorni meno redditizi

Caro carburanti, Ryanair taglia le frequenze: nel mirino i giorni deboli e le ore centrali

La compagnia aerea starebbe valutando un piano di emergenza che potrebbe portare, nei prossimi mesi, a una riduzione dei voli nei giorni martedì, mercoledì e sabato, oltre a possibili tagli nelle fasce orarie centrali della giornata. L’ipotesi nascerebbe dalle crescenti tensioni geopolitiche internazionali e dalle preoccupazioni legate ai flussi energetici, fattori che stanno aumentando l’attenzione delle compagnie aeree sul costo del jet fuel, una delle principali voci di spesa del settore.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Corriere della Sera, la compagnia irlandese starebbe studiando diverse misure per contenere i costi operativi e migliorare la redditività delle tratte. Tra le opzioni prese in considerazione vi sarebbero proprio la riduzione dei collegamenti nei giorni infrasettimanali e il taglio di alcune frequenze nelle fasce orarie considerate meno richieste dai passeggeri.

A confermare la possibilità di interventi mirati è stato l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O'Leary, che avrebbe spiegato come la compagnia stia monitorando con attenzione l’evoluzione della situazione energetica internazionale. “Al momento non c’è nulla di concreto, ma con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso il problema delle forniture diventa, settimana dopo settimana, più serio per il nostro settore”, avrebbe dichiarato al Corriere della Sera il manager della compagnia irlandese.

La scelta di concentrare eventuali riduzioni sui voli infrasettimanali non sarebbe casuale. Martedì e mercoledì, infatti, registrano tradizionalmente tassi di riempimento inferiori rispetto ai giorni legati ai viaggi di lavoro o ai weekend turistici. Anche il sabato, su numerose rotte europee, risulterebbe meno redditizio rispetto alla domenica, considerata strategica per gli spostamenti turistici e per il rientro dei viaggiatori.

Tra le ipotesi allo studio vi sarebbe anche una revisione delle tratte considerate facilmente sostituibili dall’alta velocità ferroviaria, oltre alla possibile eliminazione di voli nelle ore centrali della giornata, fasce che in diversi aeroporti europei registrano una domanda inferiore rispetto alle prime ore del mattino e alla sera.