Il sistema dei Confidi torna al centro del dibattito economico e istituzionale. In un contesto segnato da difficoltà di accesso al credito per micro, piccole e medie imprese, Assoconfidi rilancia la necessità di una riforma strutturale del comparto, chiedendo un intervento normativo capace di aggiornare un impianto fermo da oltre vent’anni.
“Non è solo una sfida normativa, ma strategica: vogliamo essere, insieme alle istituzioni, il motore che semplifica l’accesso al credito e sostiene la crescita delle nostre micro e piccole medie imprese”, ha sottolineato il neo presidente dell’associazione.
Il tema si inserisce in un momento chiave: il Disegno di legge sulle Mpmi prevede infatti una delega al Governo per il riordino organico della disciplina del sistema delle garanzie, rimasta sostanzialmente invariata dal 2003. Un passaggio che, secondo Assoconfidi, rappresenta un’occasione cruciale per ridefinire il ruolo dei Confidi all’interno dell’ecosistema finanziario.
Da qui l’appello a una riforma “chiara, sostenibile e proporzionata”, in grado di valorizzare la funzione economica e sociale di questi organismi e di superare vincoli considerati ormai anacronistici.
Quattro i pilastri indicati dall’associazione. In primo luogo, il rafforzamento dell’identità mutualistica dei Confidi, chiamati a ridurre le asimmetrie informative e a valorizzare gli elementi qualitativi delle imprese, secondo logiche di prossimità. In secondo luogo, la tutela del radicamento territoriale, ritenuto un asset strategico per la conoscenza diretta del tessuto produttivo locale e non sacrificabile a processi di aggregazione non sempre efficaci.
Terzo punto, l’ampliamento dell’operatività: Assoconfidi chiede l’eliminazione di vincoli normativi non più coerenti con l’attuale contesto economico, per consentire ai Confidi di svolgere un ruolo più ampio e incisivo. Infine, la semplificazione degli strumenti pubblici, con particolare riferimento all’integrazione con il Fondo di garanzia per le PMI e al rafforzamento degli interventi sul Fondo prevenzione usura.
L’obiettivo, in sintesi, è trasformare i Confidi in un’infrastruttura finanziaria più moderna ed efficiente, capace di accompagnare le imprese in una fase di transizione complessa, riducendo le barriere di accesso al credito e sostenendo la competitività del sistema produttivo.