Il soft clubbing è una nuova tendenza internazionale che nasce tra Berlino, Copenaghen e NewYork aprendo le porte di locali non convenzionali a musica house techno e commerciale di mattina, di solito la domenica in bakery e caffetterie.
La musica accompagna le colazioni e i brunch della Generazione Z che si sta creando un nuovo spazio per riunirsi diverso da quello che è stato in passato, lontano dalla notte buia, i fiumi di alcool e l’attesa di un cornetto caldo alle prime luci dell’alba.
La domenica mattina, quindi, è la nuova realtà del club che cerca di espandersi, le file davanti ai locali sono le stesse, il dress code è meno rigido e anche la voglia di divertirsi sembra la stessa. La console, spesso montata ad hoc nei locali, spara musica a tutto volume accompagnata da cornetti e cappuccini, anche se non mancano birre e cocktail.

Quello che però qualcuno si chiede è il perché di questa nuova tendenza, tra le ipotesi oltre alla novità, che forse mancava da tempo, basti guardare quello che è successo a Genova, Sabato 11 Aprile, grazie alla dj Charlotte de Witte che ha riempito Piazza Matteotti. Serve un modo di far sentire i giovani protetti in uno spazio che sentono di loro appartenenza, un luogo sicuro visto che, di incertezze, questa generazione, ne ha forse troppe, e che non gli faccia prosciugare in un’unica sera metà del misero stipendio che il mondo del lavoro gli offre.
Si rifugiano quindi in mezzo a gin tonic e cinnamon roll danzando a ritmo di bassi hardcore che gli permettono, finito l’evento, di godersi una giornata senza stanchezza, sicuramente più felici, tra amicizie, spaghetti di soia e affetti.