Crollo del ponte sul Trigno tra Abruzzo e Molise: un mese senza risposte, l’appello della famiglia Racanati

Il 53enne di Bisceglie è disperso dal 2 aprile, quando il viadotto sulla statale 16 è crollato in Molise. Le ricerche sono state sospese

Crollo del ponte sul Trigno tra Abruzzo e Molise: un mese senza risposte, l’appello della famiglia Racanati

È passato un mese e Domenico Racanati non è ancora stato trovato. Il 53enne di Bisceglie è disperso dal 2 aprile, quando il ponte sulla strada statale 16 è crollato sul fiume Trigno, in Molise, a causa del maltempo, inghiottendo la sua auto, una Fiat Bravo. Ora la sua famiglia lancia un appello pubblico attraverso i social, come riporta Il Mattino.

Era diretto da Bisceglie a Ortona per motivi di lavoro. A Ortona non è mai arrivato: era al telefono con la moglie e la chiamata si è interrotta in concomitanza con il crollo. Le operazioni della Guardia Costiera di Termoli sono andate avanti per quasi 25 giorni, con motovedette, battelli, sommozzatori e sorvoli aerei. È stata trovata solo la targa della vettura, rimasta incastrata sotto un pilone insieme a un pezzo di paraurti. Della vettura e dell’uomo al suo interno nessuna traccia.

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La famiglia non si arrende. La madre di Domenico ha affidato ai social parole cariche di dolore: “Sono la mamma di Domenico, non chiedo favori, ma giustizia. Mio figlio non deve restare neanche un altro giorno lì sotto. È vergognoso. È il dolore di una madre che parla e che chiede che suo figlio torni a casa”. Al suo fianco il fratello Alessandro, che rilancia la richiesta: “È passato un mese dal crollo del ponte Trigno e ancora è tutto fermo, come se nulla fosse accaduto, nessuna risposta. Non possiamo più aspettare: rimuovete le macerie”.

L’ipotesi che l’auto possa trovarsi ancora sotto la campata crollata, intrappolata tra detriti, fango e vegetazione, è sostenuta dalla famiglia e da una perizia tecnica. Si tratta però di un’area complessa, ancora sotto sequestro, dove eventuali verifiche richiederebbero operazioni diverse e mezzi più pesanti.

La procura di Larino continua a indagare sulle cause del crollo, ipotizzando i reati di crollo colposo e omicidio colposo. Il capo della Procura, Elvira Antonelli, ha precisato che Domenico Racanati è considerato morto. Ma per la sua famiglia, finché il corpo non viene ritrovato, non può esserci pace.