Questa mattina presso la Sala dei Gruppi Parlamentari di Palazzo Chigi si è tenuta l’assemblea dei Delegati della Fondazione Enasarco per la presentazione del nuovo bilancio.
Un’occasione per leggere i numeri alla luce delle scelte strategiche dell’Ente e per sottolineare, ancora una volta, la solidità e la crescita costante registrata negli ultimi anni.
Spazio anche al rafforzamento del patrimonio, proiettato oltre i 12 miliardi nel medio periodo.
Ai nostri microfoni è intervenuta in esclusiva la Presidente della Fondazione, Patrizia De Luise.
I numeri mostrano una grande stabilità, quali strategie sono state, insomma, adottate per arrivare a questo risultato?
“Per cominciare una strategia di attenzione e prudenza. Attenzione agli investimenti, alla tutela di quello che sono gli investimenti degli iscritti per salvaguardare la loro previdenza futura. Ma soprattutto noi vogliamo, e questi numeri ci consentono di ragionare su un progetto più ampio, accompagnare i nostri iscritti non solo al pensionamento, ma durante tutta la loro vita lavorativa. Quando aprono l’azienda ci possono poi essere delle problematiche sia per l’apertura dell’azienda, durante la vita lavorativa, durante la vita personale, e quindi accompagnare e restituire quelli che sono i loro investimenti non solo con la pensione futura, ma durante il percorso della loro vita. Come restituirli? Con delle prestazioni che servono per affrontare i momenti anche difficili della vita, oppure momenti di investimento per la loro attività. Ecco, questa è la visione di Enasarco, l’obiettivo che ci diamo per il prossimo futuro è diventare un ente non solo previdenziale, qualcosa di più”
Perché la formazione è proprio al centro per la Fondazione Enasarco?
“La formazione è un elemento che è importante per qualsiasi tipo di professione. Per i nostri iscritti a maggior ragione: svolgono un’attività importante perché sono quelli che intercettano per primi i cambiamenti dei consumi, sono quelli che mettono in relazione le imprese tra loro, il mondo delle imprese. Per cui essere informati ed essere, come dire, formati nell’evoluzione è fondamentale. Ma vedete, il punto poi più importante di tutti è che all’interno della Fondazione Enasarco ci sono tutte le associazioni di rappresentanza dei nostri iscritti. Quindi lavorando tutti insieme e condividendo gli obiettivi che vogliamo raggiungere è molto più facile raggiungerli, e quindi è molto più facile essere accanto a questi iscritti e tutelare il loro lavoro ma anche la loro vita”
Ce l’ha ripetuto anche lei oggi, gli agenti sono al centro della Fondazione, ma anche e soprattutto le loro famiglie perché Enasarco è attento anche a questo tipo di tematiche. Quanto è importante che siano stati proprio gli agenti a indicare le priorità per questo anno?
“Ecco, questo è stato importantissimo, grazie per questa domanda. Noi abbiamo voluto non pensare noi, ma consultarli. Abbiamo fatto questa consultazione allo scorso fine 2025, ma la cosa interessante è che hanno risposto… abbiamo chiesto quali erano gli obiettivi fondamentali, che cosa a loro serviva. Ebbene, hanno dato le stesse risposte sia gli agenti che le case mandanti, quelle con cui loro stipulano i contratti. Quindi vuol dire che questi temi di tutela alla famiglia, alla salute, alla formazione sono fondamentali per tutti, imprese e iscritti. E questo, torno al discorso di prima, sedendo nel consiglio d’amministrazione tutte le associazioni che rappresentano la vita del lavoro degli iscritti e delle case mandanti, beh quindi condividere degli obiettivi comuni e raggiungerli rimane più semplice”
È stato presentato anche da poco il nuovo piano welfare della Fondazione. Quali sono poi i prossimi obiettivi?
“Implementare tutto questo e direi che proprio oggi noi vogliamo mandare un messaggio chiaro: stringere un patto, Enasarco insieme a tutti gli altri attori istituzionali e le parti sociali, proprio per lo sviluppo e la tutela del lavoro autonomo. Lavoro che necessita di una dignità molto alta per l’importanza che riveste, e un investimento nell’economia reale del Paese perché i nostri iscritti vivono nel Paese e lavorano nel Paese”