Secondo quanto riferito dall'ANSA, la Commissione europea ha approvato un regime italiano di sostegno da 23 miliardi di euro destinato a incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il provvedimento, autorizzato nell'ambito delle norme europee sugli aiuti di Stato, punta ad accelerare la transizione energetica del Paese e a contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici e di decarbonizzazione fissati dall'Unione europea.
Nel dettaglio, il programma consentirà il finanziamento della realizzazione di nuovi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, con una capacità complessiva stimata in 37,15 gigawatt. Si tratta di un incremento significativo, equivalente a circa il 48% dell'attuale capacità rinnovabile installata in Italia, secondo le stime diffuse dall'esecutivo comunitario.
Le risorse saranno destinate a diversi comparti della generazione energetica sostenibile, tra cui l'eolico onshore, il fotovoltaico, l'idroelettrico e gli impianti alimentati a biogas. L'obiettivo è aumentare la quota di energia prodotta da fonti non fossili, riducendo al contempo la dipendenza energetica e le emissioni di gas a effetto serra.
La Commissione europea ha evidenziato che il regime è stato valutato compatibile con il quadro normativo comunitario in materia di aiuti di Stato per il clima, la tutela ambientale e l'energia. Secondo Bruxelles, il meccanismo contribuirà a favorire nuovi investimenti nel settore senza alterare in modo indebito le condizioni di concorrenza nel mercato interno.
Gli incentivi saranno erogati attraverso contratti bidirezionali per differenza (Contracts for Difference - CfD) della durata di venti anni. Il sistema prevede il riconoscimento ai produttori di un corrispettivo economico legato all'energia effettivamente generata e immessa nella rete elettrica nazionale. In particolare, qualora il prezzo di mercato dell'elettricità risulti inferiore a una soglia prestabilita, il produttore riceverà un'integrazione economica; viceversa, in caso di prezzi superiori, sarà tenuto a restituire la differenza.
Secondo la Commissione, questo strumento consente di garantire maggiore stabilità ai ricavi degli operatori, riducendo l'esposizione alla volatilità dei mercati energetici e favorendo la realizzazione di nuovi investimenti nel lungo periodo.