Donald Trump lascia la Cina con una serie di accordi commerciali e un appuntamento fissato: Xi Jinping sarà a Washington a settembre. Il vertice si chiude, secondo quanto riportato da Sky TG24, in un clima diplomatico insolitamente disteso, con Pechino che si presenta al mondo non come inseguitrice degli Stati Uniti, ma come interlocutore che li guarda negli occhi.
Gli accordi commerciali: acquisti cinesi in America
I due presidenti hanno siglato diversi accordi commerciali. Trump li ha definiti “fantastici”. La Cina si è impegnata ad acquistare prodotti americani: agricoltura, manzo, aerei, petrolio. È confermata anche la nascita di una commissione bilaterale per il commercio. Fuori dal tavolo, invece, i microchip, uno dei dossier più sensibili tra i due Paesi.
Taiwan e Iran: le distanze restano
Nonostante i sorrisi, alcuni temi restano irrisolti. Su Taiwan Pechino avverte che si rischia lo scontro, mentre Washington annuncia che Trump parlerà nei prossimi giorni. La domanda è se gli Stati Uniti siano davvero disposti a toccare una posizione che regge da decenni.
Sull'Iran c'è convergenza, almeno a parole. Trump, che solo pochi giorni fa aveva detto di non aver bisogno dell'aiuto cinese in Medio Oriente, cambia tono: “Sto perdendo la pazienza. Lo stretto di Hormuz va riaperto il prima possibile”. Pechino concorda e auspica un accordo di pace complessivo e duraturo. Resta da capire se Xi sia davvero disposto a fare pressione su Teheran, e soprattutto cosa chiederà in cambio.
Una relazione “solida”, dicono entrambi
Pechino definisce il rapporto con Washington una “stabilità strategica costruttiva”. Xi ha descritto Trump come un interlocutore pragmatico, concentrato sugli affari più che sul confronto ideologico.