Netanyahu: “Israele controlla il 60% della Striscia di Gaza”

Il premier israeliano rivendica l’espansione del controllo militare oltre i limiti previsti dall’intesa di cessate il fuoco

Netanyahu: “Israele controlla il 60% della Striscia di Gaza”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che le forze armate israeliane controllano attualmente il 60% della Striscia di Gaza, confermando di fatto un ampliamento della presenza militare israeliana rispetto a quanto previsto dall’accordo di cessate il fuoco siglato nell’ottobre 2025. Le parole del premier arrivano in una fase di forte instabilità sul terreno, mentre i negoziati per una tregua definitiva e per la conclusione del conflitto restano in una situazione di stallo.

Secondo quanto riportato dall’emittente Al Arabiya, Netanyahu ha parlato durante un evento pubblico, rivendicando i risultati militari ottenuti da Israele negli ultimi due anni di guerra. “Abbiamo dimostrato al mondo intero l’enorme forza insita nel nostro popolo, nel nostro Stato e nel nostro esercito”, ha affermato il leader israeliano. Nel corso del suo intervento ha inoltre sottolineato che Israele non ha ceduto alle pressioni internazionali per un ritiro militare dalla Striscia.

“Alcuni dicevano: ritiratevi, ritiratevi. Non ci siamo ritirati. Oggi controlliamo il 60%, e domani vedremo”, ha dichiarato Netanyahu, lasciando intendere la possibilità di un ulteriore consolidamento della presenza israeliana nel territorio palestinese. Il premier ha anche sostenuto che Israele abbia riportato a casa “tutti i prigionieri, fino all’ultimo”, facendo riferimento agli ostaggi israeliani catturati durante gli attacchi del 2023 attribuiti ad Hamas.

L’accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti prevedeva inizialmente il riposizionamento delle truppe israeliane lungo la cosiddetta “linea gialla” all’interno della Striscia di Gaza, pur mantenendo il controllo di oltre metà del territorio. Le dichiarazioni del capo del governo israeliano rappresentano tuttavia la prima conferma ufficiale di un’estensione del dispiegamento militare oltre tali limiti, dopo settimane di indiscrezioni diffuse dai media israeliani sull’avanzata verso la cosiddetta “linea arancione”.

Sul piano diplomatico, i colloqui tra Israele, Hamas e i mediatori internazionali continuano a incontrare difficoltà, in particolare sui temi considerati centrali per la seconda fase dell’intesa: il disarmo di Hamas e il graduale ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. Fonti dei media israeliani riferiscono che l’esercito starebbe predisponendo piani operativi per una possibile ripresa delle operazioni militari nel caso in cui Hamas respingesse le richieste di disarmo avanzate da Israele.