Hantavirus, nuovi contagi in Europa dopo il focolaio sulla nave Hondius

Due italiani in isolamento, sequenziato il virus Andes. OMS: “Rischio basso ma sorveglianza alta”

Hantavirus, nuovi contagi in Europa dopo il focolaio sulla nave Hondius

La nave da crociera MV Hondius ha lasciato Tenerife ed è diretta a Rotterdam. I suoi passeggeri, oltre 140, di 23 nazionalità, sono stati evacuati e rimpatriati in meno di 36 ore, in quella che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito un'operazione sanitaria internazionale senza precedenti recenti, secondo quanto riportato dall'ANSA. Ma l'emergenza non è chiusa: i nuovi casi continuano ad emergere tra chi era a bordo, e la sorveglianza è attiva in tutta Europa.

“Missione compiuta”, ma i contagi non si fermano

Gli ultimi 28 passeggeri sono sbarcati sulla banchina del porto di Granadilla, superando le resistenze del governo delle Canarie che aveva tenuto la nave al largo dall'alba di domenica. Il maltempo ha complicato le ultime ore, ma la ministra spagnola della Sanità Mónica García ha mantenuto l'impegno: tutti fuori dalla nave entro le 19. Il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, presente a Tenerife con tre ministri del governo spagnolo, ha parlato di successo della cooperazione multilaterale.

Ieri sono emersi tre nuovi casi: una cittadina francese, un americano e uno spagnolo, tutti ex passeggeri della Hondius. I contagiati confermati salgono a nove, in sei paesi.

Il bilancio delle vittime resta di tre.

La Hondius trasporta ancora, nelle celle frigorifere, la salma di una di loro: una cittadina tedesca.

La francese in terapia intensiva, l'americano da ricontrollare

Il caso più preoccupante è quello della passeggera francese, che aveva iniziato ad accusare sintomi durante il volo di rientro da Tenerife a Parigi. Le sue condizioni sono peggiorate nella notte: è ora ricoverata in terapia intensiva in un ospedale specializzato in malattie infettive, ha dichiarato la ministra della Salute francese Stéphanie Rist. Gli altri quattro connazionali, risultati negativi, restano in isolamento all'ospedale Bichat in camere a pressione controllata.

Più incerto il caso americano. Uno dei 17 cittadini statunitensi rimpatriati è risultato debolmente positivo a un test PCR, mentre un secondo presenta sintomi lievi. Entrambi sono sotto osservazione al University of Nebraska Medical Center di Omaha. Le autorità spagnole precisano però che uno dei test era stato considerato "non conclusivo", mentre il secondo laboratorio aveva restituito esito negativo. Andrà ripetuto a 48 ore.

Resta da capire se un asintomatico possa contagiare. Il virologo Matteo Bassetti, in un post su Facebook, osserva che il caso “aggiunge un punto al dibattito scientifico”. “Le attuali conoscenze ci dicono di no”, scrive, precisando che a trasmettere il virus sono “quasi esclusivamente persone con sintomi respiratori”. E sulla prospettiva di fine emergenza: “Nel giro di 3-4 settimane, se non ci saranno nel mondo, al di fuori dell'Argentina, nuovi casi di hantavirus Andes slegati dal focolaio della nave, potremo dire che è tutto finito. Incrociamo le dita”.

Gli italiani: due in isolamento, il veneto è negativo

In Italia, due marittimi sono stati posti in quarantena obbligatoria: un 24enne di Torre del Greco e Federico Amaretti, 25 anni, di Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Entrambi erano a bordo del volo KLM sul quale aveva viaggiato, per pochi minuti, una passeggera sudafricana risultata successivamente positiva e poi deceduta. Sono asintomatici.

Il paziente veneto è risultato negativo. Lo ha comunicato Mara Campitiello, direttore della prevenzione al ministero della Salute: “Ci lascia buone speranze, ma quarantena e sorveglianza restano le misure fondamentali”. Una donna di Firenze in isolamento è anch'essa asintomatica. Il presidente della Toscana Eugenio Giani ha indicato che l'osservazione potrebbe concludersi positivamente già la prossima settimana, comunque entro l'8 giugno.

Il virus sequenziato: stabile, ma il contagio pre-sintomatico resta un'incognita

Dalla Svizzera arriva intanto la prima istantanea genetica del virus. Il Centro nazionale di riferimento per le infezioni virali emergenti di Zurigo ha pubblicato la sequenza del virus Andes isolato da un paziente ricoverato a Zurigo: è identica per il 99% a quella rilevata in Argentina nel 2018. Otto anni, nessuna variante significativa. Secondo il virologo Damien Tully della London School of Hygiene & Tropical Medicine, il virus appartiene a “un lignaggio virale noto, anziché un nuovo ceppo altamente divergente”.

Ed è proprio questo uno dei punti che sta complicando il tracciamento: quando esattamente il virus diventa trasmissibile? Secondo quanto riportato da Askanews, l'OMS ha confermato che il virus è più contagioso nelle prime fasi della malattia, non appena compaiono i sintomi, rendendo necessaria la quarantena immediata dei contatti stretti.

Il quadro paese per paese

I 14 passeggeri spagnoli restano in quarantena in un ospedale militare a Madrid, uno dei quali provvisoriamente positivo in attesa di conferma. I tedeschi sono in osservazione a Francoforte, un passeggero greco ad Atene. In Olanda dodici operatori sanitari sono stati messi in quarantena dopo un'esposizione a campioni biologici.

L'OMS invita comunque a non abbassare la guardia. “Questo non è il Covid”, ripete l'agenzia, sottolineando però che il lungo periodo di incubazione, fino a 42 giorni, potrebbe far emergere nuovi casi anche nelle prossime settimane.