L’Indonesia ha raggiunto il livello più alto di scorte nazionali di riso dalla nascita dello Stato moderno, segnando un nuovo record per il settore agricolo del Paese. Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura Andi Amran Sulaiman, precisando che le riserve hanno toccato quota 5,3 milioni di tonnellate e che, secondo le stime governative, potrebbero salire ulteriormente fino a 5,5 milioni di tonnellate entro la fine di maggio.
Secondo quanto riferito dalla Xinhua News Agency, il ministro ha evidenziato come il risultato rappresenti un traguardo senza precedenti nella storia dell’Indonesia, sottolineando il rafforzamento della capacità nazionale di produzione e stoccaggio alimentare. L’aumento delle riserve viene considerato dalle autorità un indicatore strategico per la sicurezza alimentare del Paese, in un contesto internazionale caratterizzato da volatilità dei prezzi agricoli e tensioni sulle catene di approvvigionamento.
Il governo indonesiano attribuisce il risultato all’incremento della produzione interna, sostenuta da politiche di sviluppo agricolo e da investimenti nel settore rurale. I dati ufficiali indicano infatti che la produzione nazionale di riso ha raggiunto attualmente i 34,6 milioni di tonnellate, generando un surplus stimato in circa 4 milioni di tonnellate rispetto al fabbisogno interno.
Nel corso della dichiarazione, Sulaiman ha inoltre sottolineato la crescita registrata dal comparto agricolo durante l’amministrazione del presidente Prabowo Subianto. Secondo i dati diffusi dal ministero, il contributo del settore al prodotto interno lordo sarebbe aumentato dallo 0,67% al 5,7%, evidenziando un’accelerazione significativa dell’economia agricola nazionale.
L’incremento delle scorte di riso assume particolare rilevanza per l’Indonesia, uno dei maggiori consumatori mondiali del cereale e paese in cui il riso rappresenta l’alimento base per gran parte della popolazione. Le autorità ritengono che il livello record delle riserve possa contribuire a stabilizzare i prezzi interni, ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la resilienza alimentare nazionale nei prossimi mesi.