Italia 31esima al mondo per innovazione: eccelle nella ricerca, ma resta indietro su istruzione

Il TEHA Global Innosystem Index 2026 analizza 49 Paesi. Eccellenze: supercalcolo e ricerca. Punti deboli: laureati e istruzione

Italia 31esima al mondo per innovazione: eccelle nella ricerca, ma resta indietro su istruzione

L'Italia mantiene il 31esimo posto nella classifica mondiale della capacità di innovazione, la stessa posizione del 2023. È quanto emerge dal TEHA Global Innosystem Index 2026, presentato alla 15esima edizione del Technology Forum di TEHA Group a Stresa il 21 e 22 maggio. In testa alla classifica, che analizza 49 Paesi attraverso cinque dimensioni, capitale umano, risorse finanziarie, innovatività, attrattività ed efficacia dell'ecosistema, si collocano Singapore, Israele e il Regno Unito.

Il quadro italiano è quello di un Paese con eccellenze riconosciute a livello internazionale ma frenato da ritardi strutturali difficili da colmare. Sul fronte positivo, l'Italia è sesta al mondo per efficacia nel trasformare ricerca e innovazione in valore economico concreto, davanti a Germania, Francia e Cina. È quinta per numero di pubblicazioni scientifiche e citazioni accademiche, settima per capacità di supercalcolo grazie alle infrastrutture HPC presenti sul territorio, e sesta per saldo commerciale nei servizi di ricerca e sviluppo, un indicatore della capacità di esportare competenze scientifiche ad alto valore aggiunto.

Le criticità sono invece concentrate su capitale umano e investimenti. L'Italia è 33esima per capitale umano e 37esima per spesa pubblica in istruzione in rapporto al PIL, che si ferma al 4,07%. Solo il 31,58% dei giovani tra 25 e 34 anni è laureato, 35esimo posto mondiale, contro il 70,55% della Corea del Sud e il 60,32% del Regno Unito. I laureati STEM rappresentano il 23,55% del totale, dato inferiore rispetto ai principali competitor. Sul fronte degli investimenti, la spesa complessiva in ricerca e sviluppo si ferma all'1,38% del PIL, con gli investimenti privati allo 0,79% e il venture capital allo 0,03%. L'Italia è inoltre 42esima per sviluppatori software ogni mille abitanti e 35esima per quota di esportazioni high-tech.

Per colmare questi gap, TEHA ha elaborato dieci proposte strategiche, tra cui la definizione di una Politica Tecnologica Nazionale sulle tecnologie emergenti, l'istituzione di Zone d'Innovazione Speciali, una Strategia Nazionale STEM, l'introduzione dell'alfabetizzazione digitale in tutti i livelli scolastici e il lancio di un Talent Attraction Package per attrarre ricercatori e imprenditori dall'estero.