Prende forma un nuovo modello di coordinamento nella lotta alle frodi con la nascita della Rete Nazionale Antifrode, al centro della Prima Conferenza Nazionale Antifrode promossa dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), in corso a Roma il 21 e 22 aprile.
L’iniziativa riunisce per la prima volta in un’unica sede operativa i vertici istituzionali dell’Agenzia, le direzioni centrali, gli uffici territoriali e i principali partner esterni, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra le diverse componenti impegnate nel contrasto agli illeciti economici.
La creazione della Rete Nazionale Antifrode rappresenta il fulcro della due giorni: un sistema strutturato che punta a mettere in connessione competenze, dati e strumenti operativi, superando la tradizionale frammentazione delle attività di controllo. L’obiettivo dichiarato è rendere l’azione antifrode una funzione trasversale all’intera organizzazione, capace di adattarsi all’evoluzione delle frodi e di garantire maggiore efficacia nei controlli.
Nel corso dei lavori, il direttore dell’ADM Roberto Alesse ha collocato il tema all’interno di una più ampia strategia di sicurezza economica e modernizzazione amministrativa, sottolineando la necessità di un coordinamento stabile e nazionale. Sul piano operativo, il direttore centrale Antifrode Sergio Gallo ha evidenziato il valore della condivisione di esperienze e metodologie tra le diverse articolazioni dell’Agenzia e con i soggetti partner.
Il programma della conferenza prevede panel dedicati ai controlli doganali, alla sicurezza economica e all’impiego di tecnologie avanzate, oltre a momenti di approfondimento tecnico nella seconda giornata. L’impianto complessivo mira a delineare un modello integrato di presidio antifrode, in grado di rispondere con strumenti più avanzati ai fenomeni illeciti contemporanei.
La Rete Nazionale Antifrode si configura così come una piattaforma di coordinamento permanente, destinata a incidere sull’organizzazione e sulle modalità operative dell’ADM nei prossimi anni.