Il Parlamento francese ha approvato la nomina di Emmanuel Moulin alla guida della Banque de France, al termine del voto espresso dalle commissioni Finanze dell’Assemblea Nazionale e del Senato. L’ex segretario generale dell’Eliseo succederà a François Villeroy de Galhau alla direzione dell’istituzione monetaria francese. La notizia è stata riportata dall’Agence France-Presse (AFP).
La procedura di nomina, prevista dall’articolo 13 della Costituzione francese, richiedeva che le commissioni parlamentari competenti non raggiungessero una maggioranza qualificata dei tre quinti contraria alla candidatura proposta dal presidente della Repubblica Emmanuel Macron. Il quorum necessario per bloccare la designazione non è stato raggiunto, consentendo così la conferma ufficiale di Moulin alla guida della banca centrale.
Durante l’audizione parlamentare, Moulin ha difeso la propria indipendenza istituzionale, sottolineando di possedere l’esperienza necessaria per ricoprire un incarico considerato strategico per la politica economica e finanziaria del Paese. Alcuni esponenti delle opposizioni avevano espresso riserve sulla vicinanza del funzionario all’attuale capo dello Stato, evidenziando il suo recente ruolo all’Eliseo e i precedenti incarichi ricoperti nei governi guidati dall’area macroniana.
Cinquantasette anni, formatosi all’interno dell’alta amministrazione francese, Emmanuel Moulin ha occupato negli ultimi anni posizioni chiave nella gestione economica dello Stato, tra cui quella di direttore generale del Tesoro e di segretario generale della Presidenza della Repubblica. Nel corso della sua carriera ha inoltre lavorato a stretto contatto con diversi governi francesi durante fasi economiche delicate, incluse la crisi finanziaria internazionale e il periodo successivo alla pandemia di Covid-19.
La guida della Banca di Francia rappresenta uno degli incarichi più rilevanti del sistema economico nazionale. Il governatore partecipa infatti anche al Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, contribuendo alle decisioni sulla politica monetaria dell’Eurozona e alla vigilanza sul sistema bancario.