Pilates, da metodo ferreo a fitness 'instagrammabile': il boom estetico nasconde la sostanza

Da metodo di controllo e riabilitazione a tendenza social: il Pilates tra rigore tecnico ed estetica da social media

Pilates, da metodo ferreo a fitness 'instagrammabile': il boom estetico nasconde la sostanza

Il Pilates ad inizio Novecento nasce come disciplina ferrea e col tempo, dal 2020 in poi, diventa uno sport instagrammabile fatto di coordinati di nylon color pastello, indossati dai suoi praticanti.

Nato dall’intuizione di Joseph Pilates, come metodo pensato per rafforzare il corpo in modo armonico, migliorare la postura e sviluppare un controllo profondo dei movimenti si è in parte snaturato: si afferma come pratica riabilitativa, viene adottato anche da atleti e danzatori, era concepito come un sistema completo, capace di unire forza, flessibilità e concentrazione. Poi la musica cambia.

Comunque il Pilates è tra le attività fitness più richieste, con un incremento del 50% di ricerche ed informazioni, che pesa il 46% sul bilancio totale del mondo fitness ed ha una proiezione di crescita annuale del 12,2% fino al 2035; sembra aver subito una trasformazione simile a quella di molte altre discipline: da metodo rigoroso e funzionale a fenomeno estetico ben riconoscibile. Basta entrare in uno studio o scorrere un feed social per imbattersi in un immaginario preciso, fatto di completi coordinati, tappetini perfettamente abbinati e ambienti luminosi e minimalisti.

È diventato, nell’immaginario collettivo, uno sport prevalentemente femminile. Una pratica elegante, quasi delicata, associata più alla ricerca di un corpo “tonico” e armonioso che alla sua reale complessità. Eppure, dietro quell’estetica morbida e rassicurante, il Pilates resta un allenamento completo, capace di mettere alla prova forza, resistenza e controllo in modo tutt’altro che semplice. Il rischio è che la percezione finisca per sovrastare la sostanza. Che una disciplina nata per tutti venga incasellata in un’estetica precisa, escludendo implicitamente chi non si riconosce in quell’immaginario. Come se il valore dell’esperienza fosse filtrato più dall’immagine che dalla pratica stessa.

Così, tra specchi, luci soffuse e palette studiate, il Pilates continua a esistere in una doppia dimensione: da un lato metodo efficace e rigoroso, dall’altro simbolo visivo di uno stile di vita aspirazionale.

Un equilibrio sottile, in cui il movimento rischia, ancora una volta, di passare in secondo piano rispetto a come appare.